sabato 28 novembre 2009

Conferenza dei servizi in Provincia

Conferenza dei servizi sull’Ate 14

La Provincia di Brescia, a seguito della presentazione delle integrazioni progettuali da parte dei proponenti, ha convocato per il prossimo 4 dicembre la Conferenza dei servizi in merito al Progetto dell’ambito territoriale estrattivo n. g14 .

La lettera di convocazione e le ultime integrazioni progettuali, con l’indicazione esplicita nelle tavole relative al recupero degli impianti di discarica, sono disponibili nella sezione Documenti – Ate 14

Per il PLIS si chiede l’esclusione dalla VAS

Il Comune di Cazzago San Martino, nell’ambito della variante urbanistica al Piano di governo del territorio (P.G.T.), ha convocato per il prossimo 17 dicembre la conferenza di verifica di esclusione dalla Valutazione Ambientale (VAS) della sopracitata variante urbanistica.

Il documento di sintesi relativo a questa variante è disponibile nella sezione Documenti – Plis Macogna, unitamente a copia della lettera di convocazione.

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 22 novembre 2009: “Berlingo e Travagliato rilanciano sulla Macogna: «Il Tar blocchi la cava»” (disponibile nella sezione Documenti – Rassegna stampa).

Bonifica agricola in località Grumetto

I Comuni, in particolare Rovato (competente per territorio), stanno monitorando con attenzione una bonifica agricola avviata in data 18 novembre all’interno del perimetro del PLIS, in località Grumetto, affinché tale operazione, finalizzata a migliorare il terreno per usi orticoli, rispetti i limiti imposti dalla legge regionale 14/98 in merito all’asporto di inerti al di fuori del fondo e prestando particolare attenzione al terreno che verrà portato nel sito a concludere la bonifica.

sabato 21 novembre 2009

Cava Macogna, i Comuni ricorrono al Tar

La valutazione sulla cava porta avanti la discarica

Una valutazione di impatto ambientale sull’attività di cava che maschera, in maniera nemmeno troppo nascosta, l’avallo alla realizzazione di una discarica per rifiuti speciali: è questo il motivo principale per cui i Comuni di Cazzago San Martino, Travagliato, Rovato e Berlingo chiedono l’annullamento del decreto emesso il 21 luglio scorso dalla D.G. Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia – Struttura VIA, con il quale è stato espresso giudizio positivo in ordine alla compatibilità ambientale del progetto per la gestione produttiva dell’ambito estrattivo ATEg14 del vigente piano cave, presentato da Cave San Polo S.r.l., DRR S.r.l. e Nord Cave S.r.l.

Il ricorso al TAR, notificato alla Regione Lombardia e ai proponenti il progetto il 13 novembre 2009, rileva “l’intima connessione dei due iter e dei due progetti, di palese evidenza,” concernente “in particolare la sistemazione finale ed il recupero di una parte dell’area (mapp.li n. 41-49-50-51-61 del foglio 38) destinata ad escavazione e che, secondo il disegno di D.R.R, avverrà attraverso il ritombamento della cava con rifiuti speciali non pericolosi”.

“La contemporaneità degli eventi, il fatto che la società D.R.R. s.r.l. figuri anche tra le società proponenti la coltivazione della cava pur non essendo società interessata nel Piano Cave Provinciale a coltivare l’ambito e - ancor più grave - l’esplicita citazione dell’intento di realizzare una discarica nel Decreto di VIA impugnato (pag. 7) fanno ricondurre le procedure ad un unico intento progettuale che è quello, ben noto, di utilizzare due volte le aree a scopo di lucro: una prima volta per la commercializzazione del materiale scavato, ed una seconda per lo smaltimento di rifiuti”.

Nelle 54 pagine del ricorso l’avv. Giuseppe Onofri, che difende gli interessi delle Amministrazioni comunali, espone un’ampia disamina del complesso iter procedurale relativo all’attività estrattiva, individuando una serie di ulteriori criticità, tra cui:

  • l’omissione del parere negativo dell’ASL di Brescia,
  • la mancanza del parere di ARPA Lombardia e delle Direzioni regionali interessate,
  • l’incoerenza del riempimento “sotteso” con la destinazione finale dell’ambito prevista dal Piano cave “ad uso naturalistico e/o ricreativo e a verde pubblico attrezzato”,
  • le numerose carenze tecnico-progettuali degli elaborati presentati dalle ditte proponenti,
  • l’assenza del pronunciamento di compatibilità di CAL/Brebemi in merito alle infrastrutture viarie che interesseranno l’ambito estrattivo,
  • l’incoerenza degli elaborati progettuali con lo stato di fatto dei luoghi interessati da escavazione abusiva oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica,
  • l’assenza di una valutazione sulla cumulabilità degli impatti ambientali,
  • la contraddittorietà del “recupero” proposto rispetto al progetto di PLIS (Parco locale di interesse sovra comunale) portato avanti dalle Amministrazioni comunali.

Il ricorso si avvale anche di valutazioni tecniche affidate al prof. Maurizio Tira, ordinario di Tecnica e pianificazione urbanistica presso l’Università degli Studi di Brescia.

A conferma dell’intima connessione tra i progetti di escavazione e discarica, le integrazioni progettuali presentante il 13 novembre 2009 dalle ditte proponenti in seguito al decreto di VIA espongono – nelle tavole relative al recupero – l’indicazione esplicita “impianti di discarica DRR”.

È doveroso segnalare che la ditta Nord Cave srl ha notificato al solo Comune di Cazzago San Martino la presentazione di un proprio ricorso al TAR contro il medesimo decreto di VIA, relativamente alla prescrizione che vieta l’apertura di un nuovo fronte di escavazione a ovest della strada comunale che collega Berlinghetto a Pedrocca, unico aspetto ritenuto positivo dai Comuni, tra tante altre deprecabili prescrizioni.

Il testo del ricorso è scaricabile dalla sezione Documenti – Ate 14.

Sempre nella sezione Documenti – Ate 14 è possibile trovare la relazione accompagnatoria delle integrazioni progettuali presentata il 13 novembre dalle ditte proponenti e la tavola 3.2 relativa al recupero, in cui vengono espressamente indicati gli “impianti di discarica”.

Il Giornale di Brescia ha pubblicato un articolo sul tema il giorno 20 novembre dal titolo: “Cava Macogna, i Comuni ricorrono al Tar. Cazzago, Rovato, Travagliato e Berlingo contro la Valutazione favorevole di impatto ambientale”, nella sezione Documenti – Rassegna stampa.

Un PLIS tira l’altro

Una rappresentanza delle amministrazioni del progetto Macogna ha partecipato alla conferenza di presentazione del “Dossier 2009” sui PLIS curato da Legambiente e dalla DG Qualità dell’Ambiente della Regione Lombardia. Nell’incontro, svoltosi all’acquario di Milano, i vari relatori intervenuti hanno presentato la situazione dei PLIS in Lombardia, fornendo un identikit di un fenomeno peculiarmente lombardo.

Nodi della rete ecologica regionale, in molti casi soprattutto laboratori di educazione ambientale e luoghi di promozione sociale, sono una risposta locale ad un grave problema regionale: il consumo di suolo.

Nel corso degli anni i PLIS lombardi sono cresciuti dai 9 parchi di venti anni fa, agli 87 del 2009.

Molto differenziato il dato su base provinciale dove si passa dai 16 della provincia di Bergamo ai 2 di quella di Sondrio, passando per i 7 parchi bresciani. La nostra provincia si classifica così all’ottavo posto tra le 12 provincie lombarde, con una percentuale di suolo provinciale coperto dai PLIS pari a poco più dell’1% contro il 9% di Bergamo. Certo il dato va analizzato contestualizzandolo e tenendo conto che a fianco dei PLIS nelle provincie sono presenti anche altri tipi di parchi (ad esempio quello dell’Adamello).

Interessante è stato anche sentire l’esperienza di alcuni responsabili dei Parchi che hanno posto in evidenza la diversa “natura” di tali aree: da quelle limitrofe a zone di conurbazione e quindi con funzione di corridoi verde come nel caso dell’hinterland milanese oppure a quelli nati come forme di cooperazione e progettazione tra Comuni per promuovere il turismo nell’area mantovana.

Altro caso ancora che presenta molte somiglianze con la situazione dell’ovest bresciano è rappresentato da parchi nati per il recupero di cave dismesse (situazione tipica del pavese) che, come potrebbe accadere per la Macogna, sono caratterizzati da rinaturazione e recupero come azioni di miglioramento ambientale.

sabato 14 novembre 2009

I cittadini manifestano a Milano in favore del Parco della Macogna

Approvazione unanime nei 4 Consigli comunali del Parco della Macogna

Lunedì 9 novembre i Consigli comunali di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato hanno approvato all’unanimità la costituzione di un Ufficio comune per la gestione del parco locale di interesse sovracomunale della Macogna (il testo della convenzione è scaricabile nella sezione Documenti – PLIS Macogna).

Inoltre, il Consiglio comunale di Travagliato ha approvato definitivamente la variante dello strumento urbanistico relativa al PLIS.

Manifestazione a Milano contro la devastazione dell’Ovest Bresciano

Martedì 10 novembre era prevista in Regione Lombardia una conferenza di concertazione tra gli enti che, nelle intenzioni regionali, avrebbe dovuto esprimere un parere su una delle due domande di discarica insistenti sul bacino della cava Macogna: quella della ditta DRR.

A seguito della richiesta di rinvio da parte delle amministrazioni comunali di Rovato, Cazzago S.M. Berlingo e Travagliato e della Provincia di Brescia, la Regione ha deciso di rinviare a data da destinarsi la seduta.

Le associazioni di cittadini dell’ovest bresciano hanno deciso comunque di recarsi a Milano proprio nella giornata del 10 novembre a manifestare la propria contrarietà non solo alle discariche nell’ambito della Macogna ma a tutta una serie di progetti dal devastante impatto ambientale su cui la Regione ha apposto o sta per apporre il proprio consenso: dall’approvazione della cava Bonfadina senza VIA a Rovato, alla discarica di amianto a Travagliato, alla possibile cava di prestito per la Brebemi e così via.

Martedì mattina alle ore 7 un pullman con una cinquantina di persone dei paesi sopra citati è partito dalla piazza di Berlingo, direzione piazzale della Stazione Centrale di Milano. Alle 9.30 sotto il Pirellone poteva già sfilare un corteo pacifico e colorato di persone che sostenevano, appese a tanti fili, circa 12mila firme frutto delle petizioni di questi anni contro lo scempio del territorio nell’ovest bresciano. Il corteo ha simbolicamente circondato il Pirellone, con un presidio temporaneo davanti alla porta di accesso dove sono sfilati svariati consiglieri regionali anche bresciani che si recavano al Consiglio Regionale.

Il corteo si è ricomposto di nuovo nel piazzale della stazione dove è stato eretto un muro simbolico di firme, con sullo sfondo sempre il Pirellone, sede della Regione Lombardia.

È stata espressa solidarietà anche ai lavoratori della Fiat di Arese che manifestavano nei pressi della sede regionale per la difesa del proprio posto di lavoro. È stato ricordato infatti come anche le imprese di escavazione e smaltimento rifiuti spesso e volentieri minaccino licenziamenti qualora non venissero approvati i propri progetti produttivi. Il corteo si è diretto poi verso la sede dell’assessorato regionale alla Qualità dell’ambiente, ove si è tenuto un comizio nel piazzale antistante, mentre alcuni esponenti dei cittadini si sono recati negli uffici regionali a lasciare copia delle proprie motivazioni.

Verso le ore 13 il pullman rientrava a Berlingo. Un plauso va espresso a questi cittadini che amano a tal punto la propria terra da andare in Regione a farlo sapere.

Angelo Bergomi (consigliere comunale di Rovato)

Rassegna stampa di mercoledì 11 novembre

Giornale di Brescia: “I Comuni firmano per il Parco Macogna. Dopo il sì di Berlingo, Cazzago, Travagliato e Rovato adesso la parola passa alla Regione Lombardia”

Bresciaoggi: “L’Ovest alza la voce contro le discariche. Ben 12mila firme esposte al Pirellone. Sotto accusa nuovi impianti a Cazzago e Travagliato, mobilitazione anche per realizzare il Parco della Macogna”.

Il Giorno: “Pattumiera d’Italia? No, grazie. I cittadini protestano davanti al Pirellone esponendo 12 mila firme”.

Tutti gli articoli sono consultabili nella sezione Documenti – Rassegna stampa.

Cogeme chiarisce la propria posizione

Il presidente di Cogeme, in una comunicazione del 5 novembre indirizzata all’assessore provinciale all’Ambiente Stefano Dotti, comunica che “abbiamo incontrato i nostri Comuni Soci coinvolti nell’ambito dell’iter di autorizzazione di nuovi impianti di smaltimento nell'ATE 14, come da progetti presentati da parte di due imprese private. La contrarietà dei Comuni è molto chiara e inequivocabile e rappresenta per noi un elemento di fondamentale importanza per l’assunzione di una posizione a riguardo, come da mandato che i comuni azionisti di Cogeme spa hanno consegnato al Consiglio di Amministrazione”.

sabato 7 novembre 2009

Il parco va avanti; la discarica si ferma (per ora)


Quattro consigli comunali “in contemporanea” per il Parco della Macogna

A volte la forma è sostanza; in questo caso l’aspetto formale è rappresentato dalla convocazione contemporanea dei Consigli comunali di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato, che si riuniranno – alle ore 21 di lunedì 9 novembre 2009 – ognuno nei rispettivi palazzi municipali, per deliberare la convenzione tra i quattro enti al fine di costituire un Ufficio comune per la gestione del parco locale di interesse sovracomunale della Macogna.

La sostanza è significata nella coesione di quattro Amministrazioni comunali che, condividendo finalità e obiettivi, lavorano insieme per la riqualificazione e la ricomposizione ambientale di un territorio già troppo degradato e ora bisognoso di una autentica rinascita, piuttosto che della sovrapposizione di ulteriori fattori di degrado quali discariche e altri impianti impattanti.

Lo schema di convenzione che verrà approvato il 9 novembre rappresenta, di fatto, l’atto di nascita ufficiale del Parco della Macogna, ed è conseguente a un percorso amministrativo iniziato a settembre dello scorso anno con l’approvazione delle linee di indirizzo comuni e della perimetrazione di un area di 402 ettari, al cui interno è ricompreso il bacino estrattivo denominato Ate14 (80 ettari). Le fasi successive della procedura si concretizzeranno nella variazione degli strumenti urbanistici comunali – già in corso –, nella richiesta del riconoscimento di sovracomunalità alla Provincia di Brescia, nell’avvio della fase di progettazione specifica attraverso il Piano Pluriennale di Intervento previsto dalla legge regionale.

Il PLIS, come si evince dalla convenzione, si pone un duplice obiettivo: in primis, la salvaguardia del territorio agricolo già interessato da pesanti compromissioni (bacino estrattivo, prossimo passaggio di TAV e Brebemi), che verrà realizzato grazie a norme da concordare con le associazioni di categoria del mondo agricolo (i Comuni hanno già incontrato Coldiretti e Confagricoltura); in secondo luogo, il recupero ad uso pubblico con finalità naturalistiche e ricreative della vasta area interessata – a oggi – dall’attività di cava.

Tale recupero è ovviamente in contrasto con i progetti di discarica presentati dalle ditte DRR e Profacta e che insistono su quest’area. L’intenzione dei Comuni è che il recupero dell’ambito estrattivo debba essere guidato dal progetto pubblico di Parco locale e non da interessi privati volti a aggiungere degrado a degrado; i Consigli comunali del 9 novembre sono chiamati a muovere un altro significativo passo in questa direzione.

I quotidiani locali hanno dato ampio spazio alla notizia, il giorno 5 novembre: il Giornale di Brescia titola “Quattro «padri» per il Parco della Macogna - Rovato, Cazzago, Berlingo e Travagliato: lunedì sera i Consigli comunali voteranno l’atto di nascita”, mentre Brescia Oggi apre con “L’oasi verde sfida le discariche - Cazzago, Berlingo, Rovato e Travagliato deliberano la nascita del parco della Macogna”; entrambi gli articoli sono disponibili nella sezione Documenti – Rassegna stampa.

La conferenza di concertazione sulla discarica è stata rinviata

La Regione Lombardia, con nota del 4 novembre (nella sezione Documenti – Ate 14) “[…] a seguito della richiesta dei Comuni di Berlingo, Rovato, Cazzago San Martino e Travagliato e della Provincia di Brescia” comunica che “la Conferenza di concertazione dei pareri prevista per il giorno 10.11.2009 è da intendersi rinviata a data da destinarsi”.

sabato 31 ottobre 2009

La risposta dell'Assessore all'Agricoltura

L’Assessore regionale Ferrazzi risponde a Coldiretti

Luca Daniel Ferrazzi, assessore regionale all’Agricoltura, risponde alla lettera di Coldiretti del 16 settembre scorso. Il testo della lettera, che è possibile scaricare dalla sezione Documenti – Ate 14 – evidenzia la convinzione che “valutazioni di impatto ambientale puntuali sui singoli interventi possano fornire esiti parziali se non tengono conto del contesto in generale e della presenza di altre attività impattanti. Ampie porzioni della pianura bresciana ad esempio vedono concentrate un gran numero di attività impattanti sul sistema rurale e per questo motivo la mia Direzione ha già evidenziato i limiti delle procedure di VIA sui singoli interventi che non considerano le interazioni possibili fra impianti diversi, suggerendo e sollecitando un approccio d’area vasta anche a valle dei piani di settore approvati. Ritengo infine che la determinazione condivisa delle vocazionalità principali di un’area, nell’ambito dei processi di pianificazione, sia elemento prioritario per orientare le strategie dei singoli piani di settore ed evitare penalizzazioni eccessive di comparti produttivi importanti come quello agricolo”.

Anche la struttura VIA risponde a Coldiretti

Il dirigente della Struttura V.I.A. regionale, ing. Filippo Dadone, ha risposto alla lettera di Coldiretti Brescia del 16 settembre scorso, affermando che “per completezza d’informazione si fa inoltre presente che il decreto VIA non ha riguardato i progetti di discarica DRR e Profacta, previsti all’interno dell'ATE, depositati e tutt’ora in istruttoria di VIA”. La lettera è disponibile nella sezione Documenti – Ate 14.

I Comuni chiedono il rinvio della Conferenza di concertazione

Il 28 ottobre i Comuni di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato hanno chiesto a Regione Lombardia “che la conferenza di concertazione dei pareri in oggetto sia rinviata sino alla definizione ed approvazione del progetto per la gestione produttiva dell’ATE g14”. Il testo della richiesta è nella sezione Documenti – Ate14.

I Comuni incontrano Confagricoltura Brescia

Si è svolto nel pomeriggio di venerdì 30 ottobre un incontro con una rappresentanza dell’Unione Provinciale Agricoltori sulle finalità e le implicazioni della realizzazione del PLIS per gli agricoltori della zona. L’occasione è stata utile per esporre da parte delle amministrazioni comunali i principi che guidano la costituzione del PLIS ovvero, per quanto riguarda le attività agricole, gli obiettivi di salvaguardia dell’agricoltura quale aspetto tipico della nostra area e quale attività primaria. Come tale il PLIS non nasce con l’intento di intralciare le attività agricole presenti, ma per difenderle dalla possibile realizzazione di una o più discariche che, quelle sì, svaluterebbero il valore dei fondi agricoli limitrofi e con il loro impatto ambientale sarebbero un handicap per i prodotti agricoli della zona.

I rappresentanti di Confagricoltura hanno affermato di apprezzare l’impegno per la difesa delle attività dei loro associati, ma hanno anche osservato che la definizione di aree di salvaguardia in base alla legge 12/2005 sarebbe già un elemento importante per la difesa dell’agricoltura e che comunque si augurano che la costituzione del PLIS non crei ulteriori limiti alle attività agricole o vincoli normativi o inutili trafile burocratiche.

Le amministrazioni comunali hanno rassicurato che si sono mosse e si muoveranno per la tutela dell’agricoltura: per rafforzare ciò hanno dato la disponibilità a tenere un rapporto costante con il mondo degli agricoltori ed in particolare anche con l’Unione Provinciale Agricoltori per costruire insieme una normativa condivisa per l’area compresa nel PLIS.

sabato 24 ottobre 2009

Una girandola di incontri


Rovato: adottata la variante urbanistica per il PLIS

Mercoledì 14 ottobre il consiglio comunale di Rovato ha adottato a maggioranza la variante, ai sensi dell’articolo 3, comma 58-bis della L. R. 1/2000, diretta alla perimetrazione e regolamentazione del Parco Locale d’Interesse Sovracomunale (P.L.I.S.) Macogna.

La proposta di variante nasce dall’esigenza di costruire un adeguato progetto di compensazione e riqualificazione ambientale di tutta la zona che, oltre ad essere devastata da un ampio bacino estrattivo, verrà attraversata da due grandi infrastrutture quali la TAV e la BreBeMi.

Le minoranze per bocca del proprio capogruppo hanno evidenziato perplessità sulla proposta. Il consigliere di minoranza Danesi ha ribadito la propria contrarietà a localizzare un P.L.I.S. nella zona, perché questo contrasta con le aspettative di alcuni proprietari dei terreni agricoli che vorrebbero che gli stessi cambino destinazione da agricoli a edificabili.

È stata ribadita, da parte della maggioranza consiliare, la necessità di salvaguardare e potenziare le aree agricole proprio anche per contrastare l’avanzare della cementificazione.

Una girandola di incontri

La settimana che sta per concludersi è stata fitta di incontri, dovuti sia all’istituendo PLIS che all’accelerazione impressa da Regione Lombardia con la convocazione della conferenza di concertazione dei pareri degli Enti per la discarica DRR.

Martedì 20 ottobre i Comuni, rappresentati dal sindaco di Berlingo Ciapetti, dall’assessore di Cazzago Belli e dall’agronoma dott.ssa Oggionni, hanno incontrato la dott.ssa Tironi, responsabile dell’Ufficio Parchi della Provincia di Brescia; durante l’incontro è stato presentato il lavoro svolto dai professionisti incaricati per la redazione del progetto del Parco, sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Provincia.

Sempre martedì 20 ottobre i Comuni, rappresentati dal sindaco di Cazzago S.M. Foresti, dal sindaco di Berlingo Ciapetti e dall’assessore di Travagliato Uboldi, hanno incontrato l’assessore provinciale all’Ambiente Stefano Dotti e il dirigente del settore cave Riccardo Davini, per fare il punto sull’iter procedurale relativo all’ambito estrattivo e alla convocazione regionale della Conferenza di concertazione sulla discarica DRR.

Mercoledì 21 ottobre il sindaco di Berlingo Ciapetti e l’assessore di Rovato Sette hanno incontrato gli avvocati Giuseppe e Francesco Onofri e il prof. Maurizio Tira, per approfondire le linee guida del ricorso al TAR che verrà proposto contro il decreto di Valutazione di impatto ambientale sull’ATEg14 del 21 luglio scorso.

Giovedì 22 ottobre la delegazione dei Comuni (i sindaci Foresti e Ciapetti, gli assessori Uboldi, Sette e Gandossi) è stata ricevuta, presso la sede della Regione Lombardia, dal sottosegretario alla Presidenza con delega ai rapporti con gli enti locali Marco Pagnoncelli, a seguito della richiesta di incontro formulata al Presidente Formigono lo scorso 8 agosto e sollecitata con lettera del 13 ottobre. All’incontro erano presenti anche i funzionari regionali Roberto Cerretti (U.O. Reti e infrastrutture), Filippo Dadone e Maurizio Turconi (Struttura Valutazione di impatto ambientale). I Comuni hanno espresso al Sottosegretario le proprie preoccupazioni in merito all’intreccio procedurale tra l’attività estrattiva e l’autorizzazione alle discariche (vedi il file in alto a destra “Le contraddizioni della Regione”).

Il blog oltre quota 1.000

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sabato 17 ottobre 2009

Il cerchio si stringe...


Formigoni, se ci sei batti un colpo

In data 8 agosto 2009 i Comuni di Cazzago San Martino, Rovato, Berlingo e Travagliato chiesero un incontro al Presidente della Regione Lombardia Formigoni, con il preciso intento di rappresentare i problemi connessi al pericolo di un’ulteriore compromissione del territorio, già ampiamente degradato attraverso una attività estrattiva in corso da decenni, attraverso la realizzazione di una discarica di rifiuti speciali.

Infatti, la valutazione di impatto ambientale relativa all’ambito estrattivo – che ritiene ammissibile un ritombamento generalizzato – e i progetti di discarica presentati lasciano prevedere il peggio.

La Presidenza regionale ricordò alla stampa, attraverso la nota stampa del 10 agosto 2009, che le ipotesi di discarica erano illazioni “gratuite, prive di ogni fondamento se non strumentali” dei Comuni. I Comuni precisarono che purtroppo la situazione è molto più complessa, con iter autorizzativi che sono intrecciati alla fase di approvazione dei progetti di escavazione ancora da completare.

Giusto il 14 ottobre è pervenuta, a smentire la smentita della Regione, la convocazione per il prossimo 10 novembre della conferenza di concertazione dei pareri degli Enti in merito al progetto di discarica DRR.

Tra l’altro, in coda alla lettera della Regione, viene messo in evidenza che “il Gruppo [di lavoro VIA] e le Direzioni Generali [della Regione Lombardia] non hanno evidenziato problematiche connesse alla realizzazione del progetto in argomento”; in soldoni, la Regione è pronta a emettere una valutazione di impatto ambientale positiva per la discarica DRR, proprio quella discarica che – come affermava con enfasi la nota stampa regionale del 10 agosto scorso – non può “nemmeno essere presa in considerazione, stante l’autorizzazione concessa a proseguire l'attività estrattiva”.

La realizzazione di una discarica di rifiuti speciali in quell’area:

1) contrasta con la volontà del Consiglio Regionale, espressa attraverso la delibera di approvazione del Piano cave, che prevede per quell’area una destinazione finale “ad uso naturalistico e/o ricreativo e a verde pubblico attrezzato”;

2) contrasta con la volontà dei quattro Comuni interessati che, in un’ottica di risarcimento rispetto a un territorio già ampiamente sfruttato, stanno promuovendo il riconoscimento di un Parco locale di interesse sovra comunale;

3) contrasta con la stessa Valutazione di impatto ambientale del 21 luglio scorso relativa all’attività estrattiva, laddove quest’ultima impone il ritombamento generalizzato per motivi paesistici, in quanto andrebbe a creare una sopralevazione significativa;

4) contrasta con il parere dell’ASL del 22 ottobre 2008;

5) contrasta con il parere della Provincia di Brescia del maggio 2009, che “trasla nel tempo ogni ipotesi di valutazione della compatibilità ambientale dell’attività di discarica”;

6) contrasta con gli Indirizzi di tutela (parte IV) del Piano Paesaggistico del P.T.R. (Piano territoriale regionale) adottato dal Consiglio Regionale il 30 luglio 2009 (punto 2.7 e 4.1);

7) contrasta con lo stato di fatto dei luoghi; infatti, una parte dell’area oggetto del progetto di discarica è già formalmente recuperata e per il resto non vi è ancora l’autorizzazione all’escavazione;

8) coincide però in maniera significativa con ingenti interessi economici, i cui detentori condizionano – in maniera neanche tanto nascosta – gli indirizzi politici della Regione Lombardia e l’operato dei suoi funzionari.

Al fine di comprendere gli orientamenti, non solo tecnici, ma anche politici, della Regione, i Comuni hanno rinnovato, in data 13 ottobre, la richiesta di incontro al Presidente Formigoni; una prima risposta è arrivata, sotto forma di un incontro con Lionello Marco Pagnoncelli, Sottosegretario del Presidente per le Relazioni con gli Enti locali, che si terrà il prossimo giovedì 22 ottobre presso la sede della Regione.

Nella sezione Documenti – Ate14 è possibile trovare il sollecito dei Comuni e la convocazione della conferenza di concertazione della Regione.

L’incontro con Coldiretti

Il 16 ottobre si è svolto l’incontro tra una delegazione dei Comuni, composta dal sindaco Ciapetti (Berlingo) e dagli assessori Belli (Cazzago S.M.) e Uboldi (Travagliato), con la presidenza di Coldiretti Brescia, rappresentata dal Vice Presidente e dal consulente legale avv. Zanetti.

Si è convenuto sull’importanza della salvaguardia delle attività agricole che operano nel territorio circostante il bacino estrattivo identificato come Ate14, sulla pericolosità e l’arbitrarietà della richiesta di discarica per rifiuti speciali avanzata dalla ditta DRR srl, sull’utilità di uno strumento come il Parco locale di interesse sovra comunale (PLIS) per valorizzare in maniera corretta il territorio e le attività che vi si svolgono.

I Comuni hanno accolto con soddisfazione la disponibilità di Coldiretti a partecipare ai lavori del tavolo tecnico-politico del PLIS; questa sinergia garantirà la dovuta considerazione alle istanze del mondo agricolo nella progettazione del Parco.

sabato 10 ottobre 2009

Chi ha paura del Parco?


Un quesito alla Regione

Le Amministrazioni comunali di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato hanno indirizzato, in data 6 ottobre, un quesito a Pasquale Umberto Benezzoli (Direttore generale DG Qualità dell’Ambiente di Regione Lombardia) e Gian Carlo Ferrario (dirigente Attività estrattive e di bonifica). Il quesito è volto a sapere quale sia l’atto amministrativo prevalente, nel caso di difformità o incongruenze, tra la scheda di piano cave allegata alla delibera del Consiglio regionale n. VII/1114 del 25.11.2004 e il decreto dirigenziale di Valutazione di impatto ambientale del 21.07.2009.

Il testo completo del quesito è nella sezione Documenti – Ate 14.

Le perplessità di Confagricoltura e la risposta dei Comuni

Il direttore dell’Unione provinciale agricoltori – Confagricoltura ha scritto, in data 30 settembre 2009, all’assessore provinciale al Territorio Giuseppe Romele, all’assessore provinciale all’Agricoltura Gianfranco Tomasoni e ai sindaci dei quattro Comuni per manifestare “perplessità e preoccupazione” circa “l’individuazione del Parco in un territorio caratterizzato da una importante connotazione agricola”.

I Comuni hanno risposto in data 8 ottobre, evidenziando come la proposta di istituzione di un parco locale di interesse sovra comunale “è perfettamente in linea con le aspettative del mondo agricolo” esposte da Confagricoltura e sollecitando “un incontro (…) al fine di compiutamente rappresentare il progetto certi che dal confronto le perplessità sollevate nel primo parere saranno di slancio superate”.

Il testo di entrambe le lettere è disponibile nella sezione Documenti – PLIS Macogna.

Sempre restando nell’ambito del mondo agricolo, i Sindaci hanno concordato un appuntamento con il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini per il prossimo 16 ottobre.

Depositata la fase intermedia della proposta progettuale

Il 7 ottobre i professionisti incaricati (dott.ssa Francesca Oggionni, arch. Dezio Paoletti, arch. Aurelio Pezzola, dott. Fabio Plebani) hanno depositato presso il Comune di Berlingo la documentazione tecnica relativa alla fase intermedia di progettazione per la richiesta di riconoscimento del PLIS Macogna, che costituirà oggetto di interlocuzione con l’Ufficio Parchi della Provincia di Brescia, come previsto dall’art. 9.1 della delibera di Giunta Regionale n. 8/6148 del 12 dicembre 2007.

Chi ha paura del parco (2)

Continua l’opera di disinformazione del consigliere comunale di Rovato Pierino Danesi che, in un articolo apparso su Bresciaoggi del 6 ottobre (Documenti – Rassegna stampa), ribadisce la proposta di spostare il depuratore intercomunale della Franciacorta nell’area della Macogna.

I Comuni hanno risposto con un comunicato che riportiamo integralmente:

«In merito alle sorprendenti affermazioni del sig. Pierino Danesi, coordinatore del Popolo della Libertà di Rovato, apparse sull’edizione di ieri di Bresciaoggi sotto il titolo “Il Parco non ci interessa; solo contrari a cave e discariche”, ci preme sottolineare quanto segue:

1) la proposta di Parco locale di interesse sovra comunale viene da quattro Amministrazioni comunali, elette dalla popolazione; è stata approvata anche con il consenso dei gruppi di opposizione in quasi tutti i Comuni;

2) si tratta di una proposta di valorizzazione del territorio, nella quale non si andranno a imporre ulteriori vincoli alle attività agricole esistenti, ma se ne realizzerà un’evidente riqualificazione, visto che non saranno più confinanti con un’attività estrattiva, o peggio ancora con una discarica;

3) il progetto di Plis, peraltro ancora in fase di redazione, non prevede modifiche urbanistiche di nessun genere per le aree agricole, ma la valorizzazione dell’ambito degradato ora interessato dalla cava;

4) la proposta del sig. Danesi vuole contrapporre Duomo a Berlingo, Pedrocca a Berlinghetto, Berlingo e Travagliato a Cazzago San Martino e Rovato, e via dividendo, creando un’incredibile confusione che ha l’unico scopo di favorire interessi privati, mentre l’azione sostenuta dai Comuni mira a coordinare gli interventi e a salvaguardare il territorio nell’interesse pubblico;

5) riguardo al mancato invito all’assessore provinciale Tomasoni e al consigliere provinciale Raineri all’incontro svoltosi lunedì 28 settembre a Cazzago San Martino, precisiamo che tale incontro era rivolto ai consiglieri regionali per discutere principalmente del decreto regionale di Valutazione di impatto ambientale, che apre la strada alla realizzazione di una o più discariche nell’Ate14; siamo comunque aperti a qualsiasi tipo di interlocuzione che abbia come finalità la salvaguardia del territorio e delle attività agricole; inoltre abbiamo già aperto tavoli di confronto con la Provincia di Brescia, in particolare con l’Assessorato al Territorio e l’Assessorato all’Ambiente;

6) in merito alla fattibilità della proposta di spostamento del depuratore, peraltro giunta con notevole ritardo, tale ipotesi è stata più volte valutata dall’AATO di Brescia e accantonata in quanto ritenuta non praticabile;

7) il signor Danesi è contrario al Plis, è contrario alle cave, è contrario alle discariche, è contrario alla localizzazione del depuratore; sostanzialmente, si fa opposizione da solo; ci dica cortesemente a cosa è favorevole, per impedire che le sbandierate contrarietà rimangano proclami populistici fini a se stessi;

8) nel Piano territoriale regionale, nel Piano territoriale di coordinamento provinciale e negli strumenti urbanistici dei Comuni tutta l’area in questione è considerata a vocazione agricola, pertanto paiono del tutto ingiustificate eventuali aspettative di qualcuno per cambi di destinazione a sfondo speculativo;

9) per quanto riguarda l’area industriale di Berlingo, è opportuno sottolineare che è sì ai confini del territorio rovatese, ma lontana parecchi chilometri dai centri abitati dei Comuni confinanti, a motivo della ridottissima superficie del Comune di Berlingo.

In conclusione, vogliamo ribadire che lasciamo ad altri l’enunciazione di sterili proclami; noi continuiamo a lavorare, congiuntamente, con serietà e impegno per la valorizzazione del territorio e la salvaguardia della qualità della vita dei nostri concittadini».

sabato 3 ottobre 2009

L’assemblea al Duomo… e altri incontri


Secondo incontro con i consiglieri regionali

Si è svolto il 28 settembre il secondo incontro tra i consiglieri regionali bresciani ed i comuni di Cazzago San Martino, Travagliato, Berlingo e Rovato per riprendere le valutazioni in merito alla ipotesi di Parco locale sovra comunale e soprattutto per valutare i problemi emersi a seguito della valutazione di impatto ambientale (VIA) che, a proposito dell’ATE 14, prevede un ritombamento generalizzato a piano campagna, presupposto considerato molto significativo per dare corso ai progetti di discarica avanzati dalle ditte DRR e Profacta.

Erano presenti i consiglieri regionali Monica Rizzi, Margherita Peroni, Gianmarco Quadrini, Arturo Squassina, Dionigi Guindani, Osvaldo Squassina, il consigliere provinciale Roberto Lancini. Per i comuni erano presenti il sindaco Foresti e l’assessore Belli per Cazzago, l’assessore Uboldi per Travagliato, il sindaco Ciapetti e l’assessore Gandossi per Berlingo, l’assessore Sette per Rovato.

I comuni hanno rappresentato la decisione di procedere al ricorso avverso il decreto di VIA, ritenuto incongruo e carente, e soprattutto contrastante con ipotesi di recupero ambientale effettivo, atteso che non è possibile ragionare di paesaggio in termini astratti senza considerare l’accrescita abnorme del degrado conseguente al conferimento di enormi quantità di rifiuti speciali.

Hanno anche espresso la difficoltà di intese possibili coi proprietari delle aree a fronte di ipotesi di accoglimento delle istanze per la realizzazione delle discariche. Hanno quindi chiesto l’appoggio dei consiglieri regionali affinché le ipotesi progettuali di discarica giacenti presso la Regione siano abbandonate.

I consiglieri regionali hanno ribadito il loro interessamento alle problematiche avanzate dai comuni e, pur in assenza di specifiche competenze rispetto all’autorizzazione di discariche, hanno deciso di sostenere l’impegno dei comuni a cominciare dalla richiesta di un tavolo di confronto presso la Provincia con i proprietari delle aree.

Assemblea pubblica al Duomo di Rovato

Martedì 29 settembre, presso la scuola elementare, si è tenuto un incontro pubblico chiesto all’amministrazione comunale di Rovato dal comitato di frazione Duomo per Duomo, durante il quale è stato possibile illustrare ai cittadini anche il progetto del PLIS in località Macogna.

In primo luogo il sindaco Andrea Cottinelli ha spiegato che il progetto di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale nasce dalla volontà di risarcire un territorio come quello a ridosso della frazione Duomo che tanto ha dato in passato in termini di uso del territorio e che oggi merita un ripristino di vivibilità. In particolare il sindaco ha fatto riferimento ai decenni di escavazione nella cava Macogna.

E in prospettiva si profilano per questa zona ulteriori scempi territoriali con il passaggio delle grandi infrastrutture TAV e Brebemi.

Cottinelli ha anche sottolineato la presenza di un decreto regionale del 21/07/2009 che ha espresso parere di compatibilità ambientale favorevole al ripristino a piano campagna del buco della Macogna, prodromo molto pericoloso alla luce delle due domande di discarica attualmente all’attenzione regionale su alcuni lotti della cava.

È toccato poi a Angelo Bergomi, in qualità di consigliere comunale delegato alle attività estrattive, descrivere il dettaglio del decreto regionale e i rischi che i quattro comuni promotori del PLIS corrono rispetto alle discariche.

In particolare è stata posta attenzione all’unico passaggio positivo del decreto ossia quello con il quale è stata negata la possibilità di escavazione a Ovest di via Bornadina, con la ricollocazione dei volumi all’interno dell’attuale perimetro di cava. Risposta positiva perché, per il momento, viene accolta la richiesta di impedire un nuovo fronte estrattivo verso il comune di Rovato e Berlingo.

Un consigliere comunale rovatese di minoranza ha paventato vincoli urbanistici molto impattanti collegati al PLIS. È stato ribadito sia dal sindaco Cottinelli che dal consigliere Bergomi come il PLIS, una volta riconosciuto, sarebbe uno strumento per valorizzare le aree agricole comprese in quanto verrebbe riconosciuto il loro particolare pregio ambientale e non sottoposte a gravami che ne impediscano l’attività degli agricoltori nella maniera più assoluta.

Il Comitato di cittadini ha preso atto della situazione.

I Comuni scrivono alla Provincia

In data 30 settembre, i Comuni hanno scritto alla Provincia di Brescia e per conoscenza agli altri enti interessati, per ottenere copia dell’integrazione documentale richiesta dalla Provincia stessa ai proponenti il progetto di escavazione in data 16 settembre e per chiedere la convocazione di idonea conferenza dei servizi, ai sensi dell’art. 14-ter, comma 4 della Legge 7 agosto 1990, n. 241, in relazione anche ai significativi adeguamenti progettuali contemplati dalla documentazione richiesta.

Copia della lettera è disponibile nella sezione Documenti – Ate14.

I Comuni scrivono alla Coldiretti

A seguito della lettera del Presidente della Federazione Coldiretti di Brescia dello scorso 16 settembre, i Comuni hanno risposto in data 30 settembre, esprimendo “… vivo apprezzamento e piena condivisione dei contenuti in essa espressi, specificatamente per quanto riguarda la valorizzazione delle imprese agricole del territorio” e chiedendo un incontro nel breve termine “per definire obiettivi e strategie comuni” (nella sezione Documenti – Ate14).

Pubblicato sul BURL il decreto di Valutazione di impatto ambientale

Il decreto di valutazione di impatto ambientale del 21 luglio scorso è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia, serie ordinaria n. 37 del 14 settembre 2009 (nella sezione Documenti – Ate14)

sabato 26 settembre 2009

Gli agricoltori non vogliono discariche alla Macogna


La Federazione Coldiretti di Brescia, in una lettera del 16 settembre 2009 (nella sezione Documenti – Ate14) firmata dal Presidente Ettore Prandini e indirizzata, tra gli altri, al Presidente della Regione Formigoni e al Presidente della Provincia Molgora, esprime stupore circa “l’esito favorevole espresso dalla Regione Lombardia circa la Valutazione di Impatto Ambientale riguardante l’area della Cava Macogna da adibirsi a discarica” e ritiene che un simile progetto sia “fuori da ogni logica di agricoltura sostenibile”.
Per i motivi sopra solo accennati, la scrivente Federazione “ribadisce sin d’ora la propria netta contrarietà a siffatto progetto, invitando le istituzioni in indirizzo ad un più ampio coinvolgimento delle parti sociali interessate”.
Gli amministratori dei quattro Comuni interessati hanno valutato in maniera estremamente positiva questa presa di posizione e contatteranno quanto prima il Presidente Prandini per definire azioni comuni, volte a tutelare il territorio e a promuovere l’attività agricola.

La Provincia: “È necessario aggiornare il progetto per l’escavazione”
La Provincia di Brescia, settore Attività estrattive, in una nota del 16 settembre 2009 (in
Documenti – Ate 14) a firma del responsabile del procedimento arch. Marcella Gandelli, chiede alle ditte proponenti (Nordcave srl, Cave San Polo srl, DRR srl) di aggiornare il progetto relativo all’attività estrattiva, in modo che esso rispecchi lo stato effettivo dei luoghi, “anche alla luce delle risultanze dell’attività non autorizzata che si è svolta su parte dell’area ricompresa nell’ATE”, che stralci dall’area di coltivazione i terreni a ovest della strada della Bornadina, che dimostri con idonea documentazione alcuni altri punti non sufficientemente chiari.

I cavatori chiedono il convenzionamento ai Comuni
La ditta Nord Cave, in data 15 settembre, ha chiesto la stipula della convenzione per l’attività estrattiva ai Comuni di Travagliato e Cazzago San Martino. I Comuni, con nota del 23 settembre, hanno risposto di essere, allo stato attuale, impossibilitati a procedere in tal senso, in quanto “la Provincia di Brescia non ha ancora approvato il progetto di gestione produttiva nell’ambito estrattivo ATEg14 (…) e si sta valutando la possibilità di ricorso al TAR in merito alla Valutazione dell’Impatto Ambientale, relativamente alla proposta di progetto inoltrata”.

Berlingo approva la variante allo strumento urbanistico
Il Comune di Berlingo, nella seduta del Consiglio comunale del 23 settembre, ha approvato all’unanimità la variante ex legge 23/99 relativa all’inserimento nello strumento urbanistico dell’area PLIS.

La Commissione Ambiente regionale propone nuove regole per cave e discariche
(Bresciaoggi, 25 settembre 2009)
Novità importanti sui criteri di individuazione di nuove discariche e impianti di trattamento rifiuti nei territori di pregio (ovvero con coltivazioni appartenenti alla filiera dei vini doc e docg e dei prodotti Dop) sono state decise l’altro ieri dalla commissione Ambiente della Regione presieduta dalla bresciana Margherita Peroni.
Tra i diversi emendamenti due sono particolarmente importanti: il primo chiede uno stop a nuove discariche ma dà il via libera affinché le ex cave presenti sul territorio possano essere riempite con inerti e scorie edili. Il secondo individua una fascia di rispetto per nuove discariche e impianti di trattamento rifiuti di 200 metri dai confini dei Comuni di pregio agricolo: «Un emendamento che quasi certamente verrà cassato dalla Giunta - confessa la Peroni - visto che secondo l’assessore regionale alle reti e servizi di pubblica utilità, Massimo Buscemi, sarebbe considerato troppo limitativo».
Su questo punto va ricordato che la Provincia di Brescia, nella stesura del piano rifiuti (spedito al Pirellone ancora in gennaio) aveva introdotto una fascia di rispetto di 500 metri. Dopo che la giunta avrà adottato o respinto gli emendamenti (in discussione a metà della prossima settimana) dovrebbe chiedere al Broletto le modifiche di rito al piano provinciale rifiuti.
Ma in soldoni, i due emendamenti cosa cambiano nel panorama dei progetti bresciani? Cambia il fatto che potranno essere autorizzate le discariche che non si trovano in territori di pregio, «Cerca scrl» di Travagliato (rifiuti in cemento-amianto), «Ecoeternit srl» di Montichiari (cemento-amianto), «Asm Brescia spa» di Montichiari (rifiuti speciali non pericolosi), «Gedit spa» a Montichiari (rifiuti speciali pericolosi), «Montichiariambiente spa» di Montichiari (rifiuti speciali non pericolosi). Mentre quelle che incombono sulla Franciacorta – «Profacta spa» di Cazzago (cemento-amianto), «Drr srl» a Cazzago (rifiuti speciali non pericolosi), «Asm Brescia spa» a Castegnato (speciali non pericolosi) – teoricamente potrebbero accogliere solo rifiuti inerti e scarti edili. «Nel nostro emendamento abbiamo chiesto che possano essere ritombate a piano campagna solo con inerti quali terre e rocce da scavo e materiale da demolizione – aggiunge la Peroni – ora dobbiamo vedere se la giunta manterrà questo criterio o introdurrà altri codici. Difficile e delicato trovare un equilibrio: le amministrazioni comunali devono essere realiste; laddove c’è una cava dismessa devono proporre soluzioni alternative alla discariche, visto che quei siti fanno gola a molti».P.GOR

sabato 19 settembre 2009

I consiglieri regionali e l’assessore provinciale


I consiglieri regionali

Lunedì 14 settembre, presso il Comune di Cazzago San Martino, si è svolto l’incontro chiesto dai Comuni con gli assessori e i consiglieri regionali bresciani.

Erano presenti i consiglieri regionali Margherita Peroni, Gianmarco Quadrini, Arturo Squassina, Dionigi Guindani, Osvaldo Squassina, il consigliere provinciale Roberto Lancini, il sindaco Foresti e l’assessore Belli per Cazzago, il sindaco Buizza e l’assessore Uboldi per Travagliato, il sindaco Ciapetti e l’assessore Gandossi per Berlingo, l’assessore Sette per Rovato.

Il sindaco Foresti ha fatto un’ampia disamina della situazione dell’area; a seguire, l’assessore Uboldi ha presentato – con una serie di slide che trovate qui a fianco – le preoccupazioni dei Comuni in merito al parere di VIA della Regione Lombardia dello scorso luglio e l’intenzione di riqualificare il territorio con l’istituzione di un Parco locale di interesse sovra comunale.

I consiglieri regionali presenti hanno convenuto sulla necessità di dare una risposta alle richieste dei Comuni e si sono impegnati a attivarsi presso l’Assessore regionale; è stato fissato un nuovo incontro per lunedì 28 settembre, sempre a Cazzago San Martino.

Giornale di Brescia del 15 settembre: “Sulla cava Macogna l’SOS parte dai sindaci”

Bresciaoggi del 15 settembre: “Il parco della Macogna: un appello ai cavatori”

Il tavolo tecnico-politico del PLIS

Martedì 15 settembre si è riunito, presso il Comune di Berlingo, il tavolo tecnico-politico del PLIS. Erano presenti, oltre agli amministratori comunali, i tecnici incaricati arch. Aurelio Pezzola, arch. Dezio Paoletti, dott.ssa Francesca Oggionni, che hanno presentato la fase intermedia degli elaborati relativi al Parco.

Il vice presidente della Provincia

Si è svolto venerdì 18 settembre l’incontro dei comuni di Cazzago San Martino (presenti il sindaco Foresti e l’assessore Belli), Travagliato (presente il sindaco Buizza), Berlingo (presente il sindaco Ciapetti) e Rovato (presente l’assessore Sette) con l’assessore e vice presidente provinciale on. Giuseppe Romele, con delega all’assetto del territorio, parchi, riserve naturali e VIA. All’incontro erano presenti i funzionari dell’Ufficio Parchi della Provincia. Dopo l’introduzione del sindaco Ciapetti, l’assessore Belli ha illustrato al vice presidente provinciale lo stato di avanzamento del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS), per il quale le quattro amministrazioni comunali stanno predisponendo il progetto sulla base delle indicazioni degli uffici provinciali. È anche stato riferito che i Comuni stanno formalizzando l’acquisizione di tale obiettivo nei propri strumenti urbanistici.

All’interno di tale Parco è stato convenuto che le soluzioni di recupero ambientale dell’ATE 14, per il quale è in corso l’approvazione del progetto di gestione produttiva, dovranno essere compatibili con logiche di riqualificazione ambientale e non di sovraccarico ulteriore, come di fatto accadrebbe con la realizzazione dei progetti di discarica in essere.

A questo riguardo l’Assessore provinciale ha auspicato che vi sia un dialogo con i soggetti titolari dell’attività estrattiva affinché i piani di recupero dell’ambito estrattivo possano rientrare negli obiettivi perseguiti con l’istituzione del parco.

Il prossimo incontro, che si terrà intorno alla metà del mese di ottobre, prevede una verifica della documentazione tecnica in fase di redazione con gli uffici preposti, per poi procedere alla formale richiesta di riconoscimento del PLIS verso la fine dell’anno.

sabato 12 settembre 2009

Il tavolo di confronto (senza una gamba)


Cave, discariche, grandi infrastrutture: a tutto c’è un limite

Lunedì 7 settembre, nella sede dell’Associazione Comuni Bresciani, i Comuni di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato hanno presentato alla stampa le osservazioni al Piano territoriale di coordinamento provinciale, illustrate nel post della settimana precedente e che si pongono come obiettivo il riconoscimento del PLIS Macogna e l’introduzione di criteri di densità territoriale nella localizzazione di cave, discariche e grandi infrastrutture.

All’incontro hanno presenziato Carlo Panzera e Giuliana Zacco Pezzi, presidente e vicepresidente di ACB, Dante Daniele Buizza, sindaco di Travagliato, Giuseppe Foresti e Patrizia Belli, sindaco e assessore di Cazzago S.M., Dario Ciapetti e Carlo Gandossi, sindaco e assessore di Berlingo, Riccardo Sette, assessore di Rovato.

I quotidiani hanno così titolato il giorno successivo:

Giornale di Brescia: “Varianti al PTCP, quattro sindaci sul piede di guerra”

Bresciaoggi: “Stop a cave e discariche. I sindaci chiedono tutele”.

Il Giorno: “Quattro Comuni si alleano per smaltire i rifiuti speciali” (questo titolo in verità è molto fantasioso, perché non rispecchia né il contenuto dell’articolo, né il senso delle osservazioni, che va esattamente nella direzione opposta).

Gli articoli sono disponibili nella sezione Documenti – Rassegna stampa, il testo delle osservazioni nella sezione Documenti – Osservazioni PTCP di questo blog.

I cavatori non partecipano al tavolo di confronto in Provincia

In data 8 settembre, si è tenuto presso l’assessorato all’ecologia della Provincia di Brescia il tavolo di confronto tra i Comuni di Cazzago San Martino, Travagliato, Berlingo e Rovato e la Provincia di Brescia in merito alle modalità di recupero dell’ambito estrattivo della Macogna (Ate14). Si trattava di valutare il percorso della procedura, dopo l’esito della Valutazione di Impatto Ambientale pervenuto dalla Regione Lombardia, che prevede un ritombamento generalizzato. Il decreto di VIA sarà impugnato dai quattro Comuni, che sostengono l’assurdità di dover riportare un simile cratere al piano campagna, giustificato da presunte finalità paesaggistiche, come se il recupero ambientale potesse prescindere dall’aggravio del conferimento di rifiuti previsto dai progetti di discarica.

Le ditte interessate che dovevano costituire elemento essenziale del confronto hanno invece dato forfait, declinando l’invito dell’Assessore provinciale all’ambiente, Stefano Dotti. In tal modo non è stato possibile nemmeno avviare un confronto, che i Comuni vogliono finalizzato allo studio di ipotesi di recupero coerenti con una destinazione di uso pubblico e con il progetto di Parco locale sovra comunale (PLIS) in fase di studio. D’altra parte, al termine dell’iter autorizzativo, la legge prevede la stipula di una convenzione tra i titolari dell’attività estrattiva e i Comuni, che al riguardo auspicano una possibilità di accordo quale condizione essenziale per permettere la ripresa dell’attività estrattiva; questa soluzione è caldeggiata anche dalla Provincia.

I Comuni hanno comunque apprezzato l’intenzione della Provincia di Brescia di approvare il progetto di attività estrattiva con la sola possibilità di recupero a fondo cava e di destinazione a scopi ricreativo-sportivi, come previsto dal vigente Piano cave. Hanno anche sottolineato l’esigenza di venire in possesso degli aggiornamenti progettuali, che tra l’altro dovranno recepire lo stato di fatto dell’ambito in seguito alle manomissioni indagate dalla Procura della Repubblica e la prescrizione regionale circa la mancata espansione a ovest della strada della Bornadina.

Giornale di Brescia del 10 settembre: “Cave, in Provincia il tavolo per la Macogna”

Bresciaoggi del 10 settembre: “Meno escavazione alla Macogna”

Il parere della Struttura Paesaggio

L’8 settembre i Comuni hanno ricevuto, in seguito alla richiesta di accesso agli atti effettuata in data 6 agosto, il parere della Struttura Paesaggio della Regione Lombardia in merito al progetto di gestione dell’attività estrattiva dell’ATEg14, che ha originato, nel decreto di Valutazione di impatto ambientale, la prescrizione relativa al ritombamento a piano campagna dell’intera area.

È possibile prendere visione del documento nella sezione Documenti – Ate 14 di questo blog; tra l’altro, è da notare come il parere della Struttura Paesaggio e il decreto di Valutazione di impatto ambientale siano stati redatti nella stessa data, pur essendo l’uno consequenziale all’altro: un esempio di solerzia amministrativa di cui andrebbe fiero il ministro Brunetta.

L’attività della settimana

Lunedì 14 settembre si terrà, presso il Municipio di Cazzago San Martino, l’incontro tra le quattro Amministrazioni comunali e gli assessori e i consiglieri regionali bresciani.

Martedì 15 settembre, presso il Municipio di Berlingo, si riunirà il tavolo tecnico-politico del PLIS Macogna, per verificare con i tecnici incaricati lo stato della progettazione.

Venerdì 18 settembre i Comuni incontreranno l’on. Romele, vice presidente della Provincia di Brescia e assessore al Territorio, per presentare la proposta di istituzione del Parco di interesse sovra comunale in località Macogna.

Interrogazione al Presidente della Provincia

I consiglieri provinciali del gruppo PD (primo firmatario Pierluigi Mottinelli) hanno indirizzato, lo scorso 26 agosto, un’interrogazione al Presidente della Provincia di Brescia on. Molgora, con la quale chiedono di conoscere le intenzioni dell’Amministrazione Provinciale rispetto al pronunciamento interlocutorio del 12 maggio u.s. (parere provinciale sulla Valutazione di impatto ambientale), ritengono i temi sollevati dalle amministrazioni comunali di grande interesse per l’intero territorio provinciale, tali da necessitare di una commissione in loco e del massimo impegno della Provincia.

Chi ha paura del parco?

In merito alle sorprendenti affermazioni del sig. Pierino Danesi, coordinatore del Popolo della Libertà di Rovato, apparse sul Giornale di Brescia dell'11 settembre sotto il titolo “Il PDL all’attacco sull’ex cava” (vedi Documenti – Rassegna stampa), ci preme sottolineare quanto segue:

1) la proposta di Parco locale di interesse sovra comunale viene da quattro Amministrazioni comunali, elette dalla popolazione, e non da comitati o gruppi ambientalisti; è stata approvata anche con il consenso dei gruppi di opposizione in quasi tutti i Comuni;

2) si tratta di una proposta di valorizzazione del territorio, nella quale non si andranno a imporre ulteriori vincoli alle attività agricole esistenti, ma se ne realizzerà un’evidente riqualificazione, visto che non saranno più confinanti con un’attività estrattiva, o peggio ancora con una discarica;

3) il progetto di Plis, peraltro ancora in fase di redazione, non prevede modifiche urbanistiche di nessun genere per le aree agricole, ma la valorizzazione dell’ambito degradato ora interessato dalla cava;

4) la proposta del sig. Danesi vuole contrapporre Duomo a Berlingo, Pedrocca a Berlinghetto, Berlingo e Travagliato a Cazzago San Martino e Rovato, e via dividendo, creando un’incredibile confusione che ha l’unico scopo di favorire interessi privati, mentre l’azione sostenuta dai Comuni mira a coordinare gli interventi e a salvaguardare il territorio nell’interesse pubblico;

5) altro elemento disgregante introdotto dal sig. Danesi è il riferimento ai propri referenti politici in Provincia e in Regione; vorremmo ribadire con forza che non si portano avanti interessi di bottega sulla pelle dei cittadini e che i Comuni, amministrati tra l’altro da forze politiche eterogenee, discutono con chiunque in sede istituzionale, trovando – tra l’altro – attenzione anche da parte dei presunti referenti politici del sig. Danesi;

6) in merito alla fattibilità della proposta di spostamento del depuratore, peraltro giunta con notevole ritardo, tale ipotesi è stata più volte valutata dall’AATO di Brescia e accantonata in quanto ritenuta non praticabile;

7) per quanto riguarda il sostegno popolare all’iniziativa del Plis, ci piacerebbe che il signor Danesi prendesse nota, ad esempio, che la proposta di inserimento del Plis Macogna nel PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale) è stata approvata, non più tardi di una settimana fa, dai quattro consigli comunali all’unanimità (anche a Rovato, anche con il suo voto);

8) l’iniziativa del sig. Danesi appare improvvida anche nei tempi, in quanto millanta una presunta contrarietà popolare (tutta da dimostrare) proprio alla vigilia di importanti incontri con rappresentanti istituzionali di Provincia e Regione.

In conclusione, vogliamo ribadire che lasciamo ad altri l’enunciazione di sterili proclami; noi continuiamo a lavorare, congiuntamente, con serietà e impegno per la valorizzazione del territorio la salvaguardia della qualità della vita dei nostri concittadini.