martedì 9 marzo 2010

le proposte dei Comuni ai candidati al Consiglio regionale

Martedì 16 marzo 2010, alle ore 20.30, a Travagliato, presso il teatro Micheletti in via Vittorio Emanuele II, i Comuni di Travagliato, Cazzago San Martino, Rovato e Berlingo organizzano un convegno sul tema “Tra Franciacorta e Bassa: un territorio al bivio”.

I quattro Comuni stanno condividendo da un paio di anni la proposta di istituire un parco locale di interesse sovra comunale (PLIS) in località Macogna, una vasta area a confine tra i territori di competenza, interessata da alcune gravi emergenze ambientali (l’ambito estrattivo ATE 14, il passaggio di TAV e Brebemi) e suscettibile di ulteriore degrado (vi sono domande per due nuove discariche di rifiuti speciali) oppure di una complessiva riqualificazione ambientale.

Proprio dall’esperienza maturata sul campo, i sindaci dei quattro Comuni, in prossimità delle elezioni regionali, ritengono opportuno condividere con i cittadini e con i candidati al Consiglio regionale lombardo alcune riflessioni in merito a un corretto utilizzo del territorio. “Vogliamo dare un segnale forte che la politica non è solo gestione del presente, ma anche capacità di immaginare e guidare il futuro”.

Tutta la popolazione è invitata a partecipare. Sono stati invitati i candidati alle elezioni regionali per il collegio di Brescia di tutte le forze politiche.

Il programma della serata prevede il saluto del sindaco di Travagliato Dante Daniele Buizza, che parlerà sul tema. “Quale futuro per l’ovest bresciano?”. A seguire interverranno Giuseppe Foresti – sindaco di Cazzago San Martino, Dario Ciapetti – sindaco di Berlingo, Riccardo Sette – assessore del Comune di Rovato, presentando “Le proposte dei Sindaci su cave, discariche e utilizzo del territorio”; chiuderà la prima parte del convegno Cristina Morgani, presidente dell’Associazione Progetto Macogna, un sodalizio costituitosi lo scorso 25 febbraio e che in pochi giorni ha già raccolto oltre 150 adesioni, sul tema: “Ricuciamo le ferite del nostro territorio: il Parco della Macogna”.

La seconda parte del convegno sarà riservata agli interventi dei candidati alle elezioni del Consiglio regionale. Condurrà la serata Enrico Mirani, giornalista del Giornale di Brescia.

sabato 27 febbraio 2010

Si è costituita l'Associazione Progetto Macogna

Il 25 febbraio, presso l'oratorio della Pedrocca, si è costituita formalmente l'Associazione Progetto Macogna, alla presenza di un folto pubblico, che ha seguito con interesse la presentazione dei membri del Consiglio direttivo e del Collegio sindacale.
Tra i presenti numerosi rappresentanti delle amministrazioni locali, del mondo dell'associazionismo e del volontariato, dei gruppi di tutela ambientale.
A oggi sono oltre centotrenta le adesioni pervenute all'associazione. È possibile associarsi compilando il modulo scaricabile cliccando sull'icona qui a fianco, da consegnare a uno dei Consiglieri dell'Associazione con la quota di adesione di euro 5,00. Di seguito riportiamo l'intervento introduttivo di Cristina Morgani, presidente dell'Associazione Progetto Macogna.

«Buonasera a tutti. Vi ringrazio per la numerosa partecipazione a questa serata, è sintomo d’interesse per un argomento che riguarda il nostro territorio, ringrazio i singoli cittadini e tutti i presidenti delle associazioni che hanno risposto con la loro presenza al nostro invito, e colgo l’occasione per ringraziare don Elio per averci accolto qui all’oratorio di Pedrocca.
Per chi non mi conoscesse, io sono Cristina Morgani, residente alla Pedrocca nel comune di Cazzago, e Presidente di questa Associazione, con il compito di illustrare il nostro lavoro.

Prima di entrare nel merito di chi siamo, vorrei presentare i membri del Consiglio direttivo della neo-associazione: il vice presidente la dottoressa Chiara Gandossi di Berlingo, il Segretario l’Avvocato Dante Paolo Bonfiglio di Berlingo, i membri del Consiglio Direttivo: Simone Capoferri di Pedrocca, Maurizio Coffetti di Berlingo, per Rovato la signora Francesca Prando, Paolo Bombardieri e Giovanni Ghidini, per Travagliato Paolo Bonassi e Davide Fiore, Tecnico dipartimento di biotecnologie. Presidente del Collegio Sindacale: Dott. Leonardo Sardini.
Ora cercherò di spiegarvi da dove siamo partiti come associazione e dove vorremmo arrivare.

L’associazione PROGETTO MACOGNA prende il nome dalla cascina che fu abbattuta a metà degli anni ’70, per dare inizio ad una cava di sabbia e ghiaia, quindi utilizzare questo nome vuole rappresentare una rinascita in un territorio ormai compromesso dallo sfruttamento e che vuole ricucire il suo aspetto attraverso una riqualificazione ambientale.
Questa associazione è apartitica e apolitica, e nasce dalla volontà dei cittadini e delle quattro amministrazioni coinvolte, quella di Cazzago, di Berlingo, di Travagliato e di Rovato, con l’intento comune di creare un contatto diretto tra le amministrazioni e la popolazione coinvolta in tale evento.
Abbiamo cominciato a muovere i primi passi nella seconda metà del 2009, incontrandoci e confrontando idee e pareri, con l’intento comune di formare un gruppo che avesse per scopo di tutelare il nostro territorio, pur rispettando il legittimo interesse privato.

L’associazione come avete potuto leggere dai volantini, persegue le finalità di tutelare l’ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il coretto assetto urbanistico e migliorare la qualità della vita sull’ambito territoriale posto a confine dei quattro comuni.
Quindi la nostra finalità è quella di valorizzare il nostro territorio attraverso la sua promozione, si creeranno percorsi ciclo-pedonali tematici es. percorsi storico artistici e dell’architettura rurale, ricordo la forte presenza sul nostro territorio di tali entità es. Casina Casotto, il complesso del Grumetto, e creare percorsi storici artistici, che possono riguardare le nostre santelle e cappelle erette lungo i sentieri campestri, come la chiesetta dei Morti di Castrino.
Altri percorsi potranno essere indirizzati al tema dell’anagrafe delle essenze arboree, presenti sul nostro territorio, con l’intento didattico di saperli riconoscere, potranno essere realizzati percorsi per passeggiate a cavallo, avendo sul territorio entità che operano in tale settore .

Si cercherà di realizzare laboratori per le scuole atti all’educazione ambientale attraverso la sensibilizzazione per il territorio e l’ambiente che partendo dal comparto scolastico giungano a coinvolgere l’intera comunità locale e sovracomunale.
Si cercherà di promuovere un’agricoltura mirata al miglioramento del prodotto locale cercando nei finanziamenti comunitari la linea migliore da seguire, esempio come nella politica agricola comunitaria PAC., dove nelle note sui loro finanziamenti, si citano finanziamenti per la creazione e salvaguardia di prodotti tipici, questa è da intendersi come una grande opportunità

Quindi un progetto per alcuni ambizioso, ma penso che sia la strada giusta da percorrere per unirci tutti in un progetto comune la valorizzazione del territorio.
Importante è dire che la nostra associazione farà parte del tavolo tecnico politico sulle scelte del futuro parco sia con le amministrazioni locali sia con gli enti sovracomunali. Quindi cercheremo tutti insieme di lavorare per il nostro territorio.
Come Associazione la prima operazione che attueremo, sarà di indire un concorso di idee per realizzare il logo dell’associazione, il bando sarà rivolto alle scuole elementari e medie dei quattro comuni, questo passo è importante perché impegnerà i nostri ragazzi in una ricerca di valorizzazione del loro territorio e ambientale.
Seconda operazione sarà quella di tracciare un primo percorso ciclo-pedonale all’interno del parco, questo sarà possibile grazie ad un contributo delle nostre amministrazioni e uno sponsor, quindi vi è un attenzione per questo progetto da entità non locali.

Ora dire “Associatevi al Progetto Macogna” significa credere in un grande progetto ed avere a cuore l’interesse comune per un ambiente più sostenibile, e vedere il Parco come un fattore essenziale e non solo come un luogo di vincoli.
Associarsi significa dire sì al nostro territorio e no ad una discarica perché più associati saremo, più peso avremo nelle scelte della Provincia e della Regione. Perché ricordo che il 16 gennaio 2010, i 4 comuni hanno firmato l’atto costitutivo per il parco di interesse sovra comunale, ma il passo successivo sarà quello di richiedere la sovracomunalità alla Provincia.

Il nostro percorso parte dall’idea che il territorio deve essere visto come una potenzialità da sviluppare e non solo da consumare nell’immediato, e il nostro punto d’arrivo vorremmo che fosse il riconoscimento da parte della popolazione delle qualità e potenzialità che il nostro territorio possiede.
Vi ringrazio per averci ascoltato e rinnovo i miei ringraziamenti a tutti le persone che hanno contribuito direttamente e indirettamente alla nascita dell’associazione e a tutti coloro che contribuiranno alla sua crescita».

La nuova sfida di difendere il territorio

Da "Il Brescia" del 27 febbraio un articolo firmato da Silvio Parzanini, presidente di Legambiente Franciacorta.

«Normalmente quando ci capita di affrontare un problema ambientale il nostro intervento si traduce nella segnalazione alle autorità competenti, nel renderlo pubblico, nel mobilitare i cittadini e - se serve – nel ricorso alla magistratura. Una modalità di intervento consolidata, che in molte situazioni è servita a risolvere problemi e a far crescere una sensibilità ambientale, che - se pure ancora minoritaria - rappresenta una novità importante nel panorama culturale del nostro Paese.
Una svolta nel modo di approcciarsi alle tematiche ambientali arriva ora dall'Ovest bresciano. Proprio di ieri, infatti, la nascita dell'associazione "Progetto Macogna", un sodalizio aperto a tutti che punta a sostenere il progetto di un grande parco tra i comuni di Cazzago, Rovato, Berlingo e Travagliato (area che ha al proprio interno una cava sulla quale hanno messo occhi e artigli i fautori delle discariche). Un progetto che se pur ben visto dalla Provincia, ente che lo deve approvare, necessita di una vigorosa e unitaria iniziativa in grado di sconfiggere il business trasversale dei rifiuti a favore di un'agricoltura di qualità e della valorizzazione di questi luoghi. Questa associazione è anche una positiva sfida al nostro ruolo di ambientalisti e può rappresentare un'interessante evoluzione della cultura dell'ecosostenibilità, se l'azione locale per tutelare l'equilibrio del territorio diventa - come in questo caso – patrimonio dell'intera collettività».

Rassegna stampa

"Gli amici del Parco" - Giornale di Brescia del 23 febbraio.
"Il parco della Macogna trova un altro sponsor" - Bresciaoggi del 24 febbraio.
"La nuova sfida di difendere il territorio" - IlBrescia del 27 febbraio
Gli articoli sono disponibili cliccando sull'icona in alto a destra. Nella stessa sezione è disponibile il modulo di adesione e lo statuto dell'associazione, che ha anche un gruppo su Facebook (con oltre 70 aderenti).


martedì 16 febbraio 2010

Rovato: approvata la variante urbanistica per il PLIS

Il Consiglio comunale di Rovato, nella seduta del 9 febbraio scorso, ha approvato la variante urbanistica che recepisce nel Piano Regolatore Generale il Parco locale di interesse sovra comunale (PLIS) della Macogna. La proposta è passata con 14 voti favorevoli e 5 astenuti.

Oltre a Rovato, anche i Comuni di Berlingo e Travagliato hanno già definitivamente approvato le varianti urbanistiche relative al PLIS; il Comune di Cazzago San Martino ha adottato la variante al PGT (Piano di governo del territorio) lo scorso 23 dicembre; fino al 21 marzo è possibile presentare osservazioni, dopodiché la variante tornerà in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Il 25 febbraio nasce l’Associazione Progetto Macogna

Riceviamo dai responsabili dell’Associazione Progetto Macogna:

«Nasce l’Associazione Progetto Macogna! Per dire il tuo sì all’ambiente, alla natura, alla valorizzazione dell’agricoltura e del territorio... per dire il tuo no a un’altra discarica... partecipa all’assemblea costitutiva. Diventa socio!

L’assemblea costitutiva è giovedì 25 febbraio 2010, alle ore 20.30, presso l’Oratorio San Francesco d’Assisi di Pedrocca».

«L’associazione persegue le finalità di tutelare l’ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma di inquinamento in relazione all’ambito territoriale posto a confine dei comuni di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato.

Questo territorio è simboleggiato dalla storica cascina Macogna, un grande complesso rurale situato al confine tra i Comuni sopra citati, che venne demolito in brevissimo tempo, a metà degli anni ‘70, per dare inizio a una grande cava di sabbia e ghiaia. Il parco della Macogna rappresenta il paradigma della volontà di rinascita di un territorio spesso messo in ginocchio da eccessivi sfruttamenti, che ora vuole rialzarsi e ricucire le proprie ferite, attraverso una riqualificazione ambientale, funzionale e sociale che declini concretamente la priorità della programmazione pubblica rispetto al pur legittimo interesse privato.

L’associazione persegue lo scopo della valorizzazione del suddetto ambito territoriale. L’associazione può assumere la gestione della suddetta area in forza di delega proveniente dalle amministrazioni comunali. All’uopo l’associazione potrà promuovere ogni attività, dibattito, iniziativa, manifestazione reputata necessaria o anche solo opportuna pure conferendo incarichi a professionisti ed esperti in varie discipline, per il perseguimento delle finalità associative, in tutte le sedi consentite in Italia e all’estero, sia dinanzi alle autorità amministrative che avanti le autorità giudiziarie amministrative, civili, penali, contabili e tributarie. L’associazione è apartitica e intende operare nell’osservanza dei principi della Costituzione della Repubblica italiana, delle norme dell’Unione Europea e dell’ordinamento giuridico dello Stato.

L’associazione persegue i propri scopi senza fini di lucro e nel pieno rispetto della libertà e della dignità degli associati».

Associazione Progetto Macogna, art. 2 Statuto sociale

sabato 6 febbraio 2010

Convenzione in fase di stallo

A seguito dell’approvazione provinciale del progetto d’ambito del 30 dicembre scorso, le Amministrazioni comunali di Cazzago, Travagliato, Rovato e Berlingo hanno da alcune settimane avviato una trattativa con la ditta Nord Cave srl per giungere alla stipula della convenzione per l’attività estrattiva, prevista dalla L.R, 14/98 e indispensabile per poter ottenere dalla Provincia di Brescia l’autorizzazione all’esercizio dell’attività.

Negli incontri, che si sono svolti il 15 gennaio, 21 gennaio, 5 febbraio, sono stati toccati gli argomenti principali inerenti il contenuto della convenzione: soggetti contraenti, convenzioni precedenti, contributo aggiuntivo, opere di riassetto ambientale, viabilità, garanzie, cessione delle aree, controllo

Nell’ultimo incontro, alla luce della sentenza del TAR del 14 gennaio scorso, le Amministrazioni hanno posto come pregiudiziale per il prosieguo della trattativa la rinuncia da parte della ditta all’escavazione ad ovest di via Bornadina, come disposto dal decreto di Valutazione di Impatto ambientale del luglio 2009 e dalla predetta sentenza del Tribunale amministrativo regionale e come del resto previsto dal progetto di escavazione approvato dalla Provincia.

A fronte dell’indisponibilità della ditta ad accordarsi su questo punto, le trattative sono state sospese.

Il 25 febbraio nasce l’Associazione Progetto Macogna

Riceviamo dai responsabili dell’Associazione Progetto Macogna:

«Nasce l’Associazione Progetto Macogna! Per dire il tuo sì all’ambiente, alla natura, alla valorizzazione dell’agricoltura e del territorio... per dire il tuo no a un’altra discarica... partecipa all’assemblea costitutiva. Diventa socio!

L’assemblea costitutiva è giovedì 25 febbraio 2010, alle ore 20.30, presso l’Oratorio San Francesco d’Assisi di Pedrocca».

«L’associazione persegue le finalità di tutelare l’ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma di inquinamento in relazione all’ambito territoriale posto a confine dei comuni di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato.

Questo territorio è simboleggiato dalla storica cascina Macogna, un grande complesso rurale situato al confine tra i Comuni sopra citati, che venne demolito in brevissimo tempo, a metà degli anni ‘70, per dare inizio a una grande cava di sabbia e ghiaia. Il parco della Macogna rappresenta il paradigma della volontà di rinascita di un territorio spesso messo in ginocchio da eccessivi sfruttamenti, che ora vuole rialzarsi e ricucire le proprie ferite, attraverso una riqualificazione ambientale, funzionale e sociale che declini concretamente la priorità della programmazione pubblica rispetto al pur legittimo interesse privato.

L’associazione persegue lo scopo della valorizzazione del suddetto ambito territoriale. L’associazione può assumere la gestione della suddetta area in forza di delega proveniente dalle amministrazioni comunali. All’uopo l’associazione potrà promuovere ogni attività, dibattito, iniziativa, manifestazione reputata necessaria od anche solo opportuna pure conferendo incarichi a professionisti ed esperti in varie discipline, per il perseguimento delle finalità associative, in tutte le sedi consentite in Italia e all’estero, sia dinanzi alle autorità amministrative che avanti le autorità giudiziarie amministrative, civili, penali, contabili e tributarie. L’associazione è apartitica e intende operare nell’osservanza dei principi della Costituzione della Repubblica italiana, delle norme dell’Unione Europea e dell’ordinamento giuridico dello Stato.

L’associazione persegue i propri scopi senza fini di lucro e nel pieno rispetto della libertà e della dignità degli associati».

Associazione Progetto Macogna, art. 2 Statuto sociale

Lettera al direttore

Riprendiamo, dal Giornale di Brescia del 1 febbraio, una lettera al direttore sul Piano cave della Provincia di Brescia.

Vorremmo esprimere alcune riflessioni alla luce dei risultati di una recente indagine sullo spaventoso consumo del territorio avvenuto nell'ultimo decennio in provincia di Brescia. Il 14 gennaio scorso il Tar di Brescia ha annullato l'autorizzazione all'escavazione per la Bonfadina, enorme cava di ghiaia e sabbia posta sul confine tra il nostro comune, Rovato e Cazzago S.M. in riferimento ai ricorsi di quest'ultimo. La sentenza fa il paio con quella, identica, dello scorso dicembre relativa ai nostri ricorsi rovatesi.

Il Tar ha sancito come la Regione non potesse quadruplicare la Bonfadina passando dalla proposta provinciale di 400.000 mc a 1.600.000 mc senza interpellare i Comuni. Nel merito riteniamo gravissimo che si sia consentito alla ditta di iniziare l'escavazione ad agosto con un'autorizzazione ora annullata, sapendo benissimo che il Tar si sarebbe comunque espresso nell'arco di qualche mese in un senso o nell'altro.

E ora chi ripristinerà il danno arrecato al nostro territorio dopo quattro mesi di frenetica attività, con file di bilici in ingresso/uscita dal bacino viste da tutti i cittadini?

Non è questo l'unico tema. Stiamo assistendo negli ultimi mesi ad altre numerose sentenze del Tar di Brescia che stanno modificando sensibilmente l'abnorme Piano Cave Provinciale bresciano approvato nel 2005 dalla Regione.

Oltre alle due sentenze sopracitate il Tar ha annullato anche l'allargamento al di là di una strada comunale della cava Macogna (Ate14) sempre a Cazzago S.M. e alle porte della frazione rovatese di Duomo: escavazione che avrebbe nei fatti costituito l'apertura di un nuovo bacino.

A ottobre è stato annullato lo spostamento operato dalla Regione di 200.000 metri cubi da una cava a Capo di Ponte (Ate1) consentendo l'apertura di un nuovo bacino, l'Ate57, in Comune di Losine. Troppo sfacciata, per il Tar, la violazione della legge regionale che impone di allargare bacini esistenti prima di aprirne di nuovi.

A fine dicembre, inoltre, il Tar ha ribadito che non è possibile cavare nelle vicinanze dell'aeroporto di Montichiari rigettando la richiesta di un cavatore che chiedeva un risarcimento di 630.000 euro ogni 45 giorni di mancata attività, 14.000 euro al giorno! Ci piacerebbe sapere quanto dovrebbero allora chiedere i Comuni per i danni ambientali subiti da attività estrattive pluridecennali e se assisteremo a ricorsi della Regione contro queste sentenze del Tar favorevoli ai Comuni.

Ponendoci nel solco di una condivisibile tutela della Franciacorta ipotizzata dalla Provincia, tanto da suscitare le ire funeste della Regione che l'ha commissariata rispetto al Piano Provinciale Rifiuti, ci chiediamo se non sia arrivato il momento di prevedere una revisione del Piano Cave Provinciale, essendo giunti a metà della sua decennale durata.

Sul caso della cava Bonfadina, per esempio, ci chiediamo se non sia opportuno preservare l'ultimo terreno rovatese a denominazione Docg, chiudendo definitivamente questa vicenda che non giova a nessuno: i Comuni rigettano l'idea di aprire un enorme buco di 34 ettari confinante con dei vitigni e appetibile anche per future discariche, la ditta chiede di operare con sicurezza per il proprio futuro.

Ad esempio, una revisione del piano potrebbe consentire abbastanza agevolmente una cancellazione definitiva del bacino della Bonfadina con redistribuzione dei suoi volumi su bacini già aperti: l'impatto sarebbe di gran lunga inferiore, in linea con gli indirizzi dati dal Tar e con quanto previsto anche nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

A livello più generale è assodato che i metri cubi di ghiaia assegnati nel 2005 sono eccessivi rispetto a un'edilizia bresciana molto rallentata e a milioni di metri cubi di inerti bresciani estratti per esigenze non bresciane. Il federalismo non vale per le cave? Tanto più ora che stanno avanzando concrete proposte di recupero di inerti al fine di ridurne l'estrazione.

Un ultimo passaggio sulla Regione Lombardia. Dal 2004 una cinquantina di Comuni, con Cazzago S.M. e Rovato capifila, hanno portato all'attenzione del presidente Formigoni una proposta di modifica della legge regionale cave (14/1998) che consenta ai Comuni di contare qualcosa nella pianificazione dei bacini estrattivi. Oggi, infatti, un cavatore proprietario di un'area agricola può vedersela convertita in escavabile da un voto regionale, aumentandone il valore economico di decine e decine di volte, anche se il Comune è contrario.

La Regione (con in testa numerosi assessori e consiglieri regionali bresciani, alcuni ricandidatisi alle prossime elezioni regionali) aveva promesso da tempo il superamento dell'attuale legge. È passata un'intera legislatura ma non abbiamo visto la modifica di una virgola. Anzi! Abbiamo assistito allibiti a numerosi ricorsi della Regione Lombardia al Tar o al Consiglio di Stato contro i Comuni.

Perché invece la Regione non si è costituita in giudizio con la medesima tempestività contro i ricorsi di numerosi cavatori? Ma come, si ricorre contro i Comuni e non contro i privati?

Con queste premesse ci chiediamo se dovremo assistere anche a Rovato all'ennesimo avvilente ricorso della Regione Lombardia al Consiglio di Stato anche sulla cava Bonfadina. Non vogliamo però fare di tutta l'erba un fascio. Piuttosto speriamo che i segnali di discontinuità avanzati ultimamente dalla Provincia di Brescia rispetto a questa logica regionale si concretizzino davvero.

Un buon inizio sarebbe ripristinare la Consulta provinciale per le attività estrattive che per 5 anni la giunta provinciale Cavalli non ha rinnovato: un organismo che con il contributo di esperti del settore, ordini professionali, Comuni, imprese di escavazione, agricoltori ecc. potrebbe davvero aumentare la consapevolezza della necessità di revisionare il Piano Cave Provinciale di Brescia. Sarebbe una prima indicazione che le istituzioni sono tornate a fare pianificazione urbanistica e non hanno demandato, inconcepibilmente, questo compito ai cavatori.

Ing. Angelo Bergomi (Consigliere comunale di Rovato con delega alle attività estrattive)

Eligio Costanzi (Vicesindaco Rovato)

sabato 16 gennaio 2010

Tre buone notizie

Firmata la convenzione per la costituzione del Parco locale della Macogna

Il 16 gennaio, alle ore 10, presso il palazzo municipale di Travagliato, i Comuni di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato hanno sottoscritto, in attuazione delle delibere consiliari del 9 novembre scorso, la convenzione per la costituzione dell’Ufficio comune per la gestione del parco locale di interesse sovracomunale della Macogna.

Alla firma del documento hanno presenziato per il Comune di Travagliato il sindaco Dante Daniele Buizza e l’assessore Davide Uboldi, per il Comune di Cazzago San Martino il vice sindaco Giancarlo Gatta e l’assessore Patrizia Belli, per il Comune di Rovato il sindaco Andrea Cottinelli e l’assessore Riccardo Sette, per il Comune di Berlingo il sindaco Dario Ciapetti e l’assessore Carlo Gandossi; ha formalizzato le operazioni il dott. Luca Serafini, segretario generale del Comune di Travagliato.

Si tratta sostanzialmente dell’atto di nascita del Parco della Macogna, cui farà seguito la richiesta di sovracomunalità alla Provincia di Brescia.

La Provincia approva il progetto dell’ambito estrattivo (senza la discarica)

La Provincia di Brescia, con provvedimento n. 4685 del 30 dicembre 2009, ha approvato il progetto di gestione produttiva dell’ambito territoriale estrattivo n. g14 sito in località Macogna – Bornadina dei Comuni di Cazzago San Martino e Travagliato, escludendo la possibilità, nell’ambito di questo procedimento autorizzativo, del recupero tramite conferimento di rifiuti.

I Comuni hanno preso atto con soddisfazione del provvedimento e si stanno impegnando per giungere – nei tempi previsti dalla L.R. 14/1998 – alla definizione della convenzione con le ditte interessate, condizione indispensabile affinché la Provincia rilasci l’autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva.

Il TAR boccia l’ampliamento della cava oltre la via Bornadina

In merito al piano cave della provincia di Brescia, ed in particolare per gli ambiti estrattivi ATE 9 (Bonfadina) e ATE 14 (Macogna) il TAR, dopo la sentenza emessa per il ricorso presentato da Rovato, si è pronunciato anche per quanto riguarda il comune di Cazzzago San Martino, con la sentenza 17/2010 del 14.1.2010. Il pronunciamento dei giudici amministrativi è ovviamente dello stesso tenore: la cava Bonfadina, ma anche l’ampliamento della cava Macogna, al di là della via Bornadina sono stati bocciati.

La sentenza si preoccupa invero di salvare il piano cave provinciale nel suo complesso, ma portando avanti un orientamento oramai consolidato (anche e proprio a seguito della giurisprudenza del Consiglio di Stato) il quale non consente che la Regione possa effettuare stravolgimenti del piano cave dopo che la provincia ha fatto le proprie proposte. I comuni interessati devono essere coinvolti se vi sono cambiamenti tali che coinvolgono il loro territorio. Viene dunque bocciato il comportamento della Regione Lombardia che è anche stata condannata al pagamento delle spese.

Il problema di Cazzago, sia per quanto riguarda l’allargamento della Bonfadina al territorio di Cazzago ed anche per quanto concerne l’allargamento della cava Macogna consisteva appunto nel fatto che tali scelte furono decise dalla Regione Lombardia, mentre la proposta di pianificazione della Provincia non prevedeva nulla di tutto questo. Questa decisione della regione per altro fu adottata nonostante la grande mobilitazione che aveva fatto capire in grande stile la contrarietà di Cazzago a tale decisione. Furono raccolte nella circostanza 6.000 firme di protesta, furono coinvolti tutti i comuni vicini, furono indette manifestazioni partecipate, furono compilate centinaia di cartoline di protesta indirizzate a Formigoni.

La sentenza è dettata dalla violazione di modalità procedurali importanti che prevedono l’obbligo formale di consultazione degli enti locali coinvolti se viene intaccato il loro territorio. Da questo difetto discende l’illegittimità di tutti i provvedimenti successivi quali l’approvazione dei progetti di escavazione con le relative autorizzazioni.

Le conseguenze sono che, salvo un orientamento diverso del Consiglio di Stato piuttosto difficile, l’attività della cava Bonfadina si ferma mentre l’ampliamento della cava Macogna oltre la via Bornadina è stato bocciato anche dalla Valutazione di Impatto Ambientale della Regione. Ora tale ampliamento è bocciato anche per questioni di illegittimità della procedura.

L’auspicio formulato dal sindaco Giuseppe Foresti è che di fronte a tanto dispiego di energie ora e per il futuro non sopravvengano decisioni politiche volte a contrastare le decisioni della magistratura. La volontà delle amministrazioni comunali nella pianificazione delle attività estrattive, come era stato previsto nel progetto di legge popolare che Cazzago San Martino aveva proposto insieme a molte altre amministrazioni comunali, non può essere ignorata.

Giuseppe Foresti (sindaco di Cazzago San Martino)

Progetto Macogna: come sostanza di cose sperate

L’ultimo numero di C&D, rivista che tratta “le ragioni e le cose della politica”, riporta un interessante articolo sul Progetto Macogna, a firma di Patrizia Belli, assessore di Cazzago San Martino, e Davide Uboldi, assessore di Travagliato. L’articolo è scaricabile cliccando sull’icona della rivista in alto a destra.

giovedì 31 dicembre 2009

La Provincia approva il progetto dell’ambito estrattivo (senza la discarica)

La Provincia di Brescia, con provvedimento n. 4685 del 30 dicembre 2009, ha approvato il progetto di gestione produttiva dell’ambito territoriale estrattivo n. g14 sito in località Macogna – Bornadina dei Comuni di Cazzago San Martino e Travagliato.

Il provvedimento, disponibile nella sezione Documenti – Ate14, richiama i verbali delle riunioni tecniche svoltesi in data 19/06/2008 e 21/07/2008 e delle riunioni della conferenza di servizio tenutesi in data 22/09/2008, 04/12/2009 e 09/12/2009 e stabilisce quanto segue:

1) approva il progetto di gestione produttiva dell’ambito estrattivo;

2) afferma che “la richiesta di DRR di conseguire, nell’ambito del presente provvedimento conclusivo, un assenso o comunque un atto favorevole al recupero della cava mediante realizzazione del progettato impianto di discarica di rifiuti non pericolosi non viene accolta”, in quanto:

a. “l’attività di discarica di rifiuti […] non è disciplinata dalla normativa regionale sulle attività estrattive”;

b. “la scheda di piano relativa all’ATE g14, che prevede una destinazione finale al termine dell’attività estrattiva ad uso naturalistico e/o ricreativo e a verde pubblico attrezzato […] non specifica il ritombamento mediante discarica di rifiuti speciali”;

c. “il Comune interessato (Cazzago San Martino, ndr) non ha manifestato […] un assenso o un orientamento favorevole al ritombamento richiesto dalla ditta DRR”;

d. nel giudizio di compatibilità ambientale espresso dalla Regione con il decreto n. 7506 del 21/07/2009, “il riempimento a piano campagna è solo auspicato, non imposto, come può evincersi dall’inciso per quanto possibile”;

e. “la conferenza di servizi comunque non ha accolto la proposta progettuale di DRR”;

f. “il progetto di discarica di rifiuti non pericolosi della DRR renderebbe difficilmente attuabile la destinazione finale […] volta ad una fruizione collettiva delle aree;

3) “ritiene che il riassetto ambientale che può essere autorizzato (o meglio, imposto, ai sensi della L.R. 14/1998) nell’ambito della presente sede procedimentale è quello consistente nel recupero a fondo cava, secondo le modalità indicate nel progetto di gestione produttiva dell’ATE g14, preordinato all’uso naturalistico o ricreativo e a verde pubblico attrezzato;

4) Impone, come richiesto dal Comune di Travagliato, la realizzazione di un’adeguata fascia in lato sud del “sarcofago” a protezione dei rifiuti pericolosi oggetto di messa in sicurezza permanente;

5) impone alle ditte di “realizzare l’adeguamento della strada comunale Bornadina e una pista ciclabile, per il tratto tra la rotatoria di intersezione della SP 18 (località cascina Gambara, ndr) e la strada vicinale del Fossato”;

6) esprime una serie di prescrizioni relative alle interferenze con altri impianti e infrastrutture e al monitoraggio dello stato dell’ambiente circostante.

I Comuni hanno preso atto con soddisfazione del provvedimento e si stanno impegnando per giungere – nei tempi previsti dalla L.R. 14/1998 – alla definizione della convenzione con le ditte interessate, condizione indispensabile affinché la Provincia rilasci l’autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva.

Il Comune di Cazzago San Martino adotta la variante urbanistica per il PLIS

Il 23 dicembre il Consiglio comunale di Cazzago San Martino ha deliberato all’unanimità l’adozione della II variante al PGT (Piano di Governo del Territorio), finalizzata ad individuare, normare e disciplinare le aree incluse nel perimetro del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (P.L.I.S).

Trascorso il tempo necessario per poter fare osservazioni, sarà riportata in consiglio comunale la sopraccitata variante, per avere l’approvazione finale.

Un procedimento che è iniziato diverso tempo fa (19/08/2009), ma solo dopo aver espletato tutta la procedura, compresa la conferenza di servizi per l’esclusione alla VAS, conclusasi positivamente per tutti gli enti convocati, tra qualche mese il parco potrà essere effettivamente norma all’interno dello strumento urbanistico.

sabato 19 dicembre 2009

Cosa c'è di nuovo

Variante urbanistica per il parco: non serve la VAS

La conferenza dei servizi indetta dal Comune di Cazzago S.M. il 17 dicembre ha stabilito l’esclusione dalla Valutazione ambientale strategica (V.A.S.) per la variante urbanistica al Piano di governo del territorio (P.G.T.) relativa al Parco locale di interesse sovracomunale in località Macogna (nella sezione Documenti – Plis Macogna il verbale della conferenza dei servizi e il provvedimento di esclusione). In forza di questa decisione, sarà possibile discutere l’adozione della variante urbanistica nel prossimo Consiglio comunale, convocato per il prossimo 23 dicembre.

Il parere della Regione sull’atto prevalente

In risposta al quesito posto dalle Amministrazioni comunali lo scorso 6 ottobre, il dirigente dell’unità organizzativa della Regione Lombardia preposta alle attività estrattive e di bonifica ha confermato la prevalenza delle previsioni contenute nel Piano cave approvato con delibera di Consiglio regionale rispetto a differenti interpretazioni eventualmente contenute nel decreto dirigenziale relativo alla Valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) del progetto dell’ambito estrattivo.

Il testo del parere è scaricabile dalla sezione Documenti – Ate 14.

Ordinanza del Comune di Cazzago S.M. per l’area di Cave San Polo

Il Comune di Cazzago San Martino ha emesso, il 14 dicembre, l’ordinanza n. 137 in merito alla rimozione, avvio al recupero o smaltimento dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi dell’area di proprietà della ditta Cave San Polo srl.

I Comuni rispondono alla ditta Nord Cave

La ditta Nord Cave, in data 10 dicembre, ha chiesto ai Comuni di Travagliato e Cazzago San Martino il convenzionamento per l’esercizio dell’attività estrattiva, riservandosi la possibilità di chiedere il convenzionamento d’ufficio alla Provincia qualora non si addivenisse in tempi stretti a concordare questo atto.

I Comuni hanno risposto il 17 dicembre dichiarando la propria disponibilità al convenzionamento sulla base di quanto emerso nella Conferenza dei servizi del 4 e del 9 dicembre, facendo seguito però all’approvazione del progetto d’ambito da parte della Provincia di Brescia.

Depositato il ricorso al TAR

L’avvocato Giuseppe Onofri ha comunicato ai Comuni, in data 11 dicembre, l’avvenuto deposito del ricorso al TAR contro il decreto regionale di Valutazione di impatto ambientale sul progetto d’ambito. Il ricorso ha assunto il numero 1287/2009.

sabato 12 dicembre 2009

Un passo avanti...

La conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Brescia per la valutazione del progetto dell’ambito estrattivo Ateg14, dopo la seduta fiume di venerdì scorso, si è conclusa mercoledì 9 dicembre con la visione degli elaborati progettuali integrativi presentati dalle ditte proponenti, riguardanti una più puntuale rappresentazione dello stato di fatto dei luoghi e il progetto di recupero a fondo cava.

I Comuni, a fronte della presentazione di quanto richiesto, hanno espresso parere favorevole al progetto d’ambito, che recepisce:

1) la cancellazione dal progetto di coltivazione dell’area a ovest della strada della Bornadina (anche se su questo tema pende un ricorso al Tar della ditta Nord Cave);

2) l’obbligo in capo ai proponenti di realizzare l’allargamento della sede stradale, dalla rotatoria sulla SP 18 in località Cascina Gambara fino all’incrocio con via del Fossato, con contestuale formazione di una pista ciclabile;

3) la previsione del recupero a fondo cava, senza il prospettato riempimento nell’area DRR.

Ora, la procedura prevista dalla L.R. 14/98 prevede il convenzionamento tra i Comuni interessati dall’attività estrattiva e i cavatori e la successiva autorizzazione all’escavazione da parte della Provincia di Brescia.

Nella sezione Documenti – Ate14 è possibile scaricare le due parti del verbale della Conferenza dei servizi; nella sezione Documenti – Rassegna stampa è stato invece aggiunto l’articolo apparso sul quotidiano Bresciaoggi il 6 dicembre dal titolo “Macogna, si allontana l’ipotesi della discarica. Colpo di scena nella seduta fiume della conferenza di servizi sul bacino estrattivo. La cava non sarà riempita di rifiuti: la Provincia si allinea alle richieste avanzate dai Comuni di Berlingo, Travagliato, Rovato e Cazzago”.

Il parere tecnico allegato al ricorso al TAR

Nella sezione Documenti – Ate14 è possibile scaricare il parere tecnico del prof. ing. Maurizio Tira, allegato 44 al ricorso presentato dai quattro Comuni contro la Valutazione di impatto ambientale relativa al progetto d’ambito dell’attività estrattiva.

sabato 5 dicembre 2009

Dall’alba al tramonto (e anche oltre…)

Nove ore: tanto è durata la Conferenza dei servizi convocata dalla Provincia di Brescia e relativa all’esame del progetto di gestione produttiva dell’Ambito estrattivo ATEg14.

Il verbale della seduta, che è iniziata alle ore 9 per concludersi poco prima delle 18, è pubblicato integralmente nella sezione Documenti – ATE 14, dove è possibile reperire anche la comunicazione depositata dai Comuni di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato.

In presenza di uno stato dei luoghi estremamente controverso e di un quadro procedurale alquanto complesso, tre sono stati i grandi temi su cui si è imperniata la discussione:

1) l’aspetto viabilistico, su cui le parti hanno concordato la realizzazione, a cura e spese dei proponenti, di un adeguamento stradale comprendente anche la formazione di idonea pista ciclabile;

2) l’escavazione abusiva nell’area di nord est, oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica, per cui sono stati chiesti adeguamenti cartografici e per la quale i Comuni si sono riservati ogni ulteriore approfondimento e azione nelle procedure amministrative e giudiziarie in corso;

3) il recupero dell’area a fine escavazione, per il quale la Provincia ha dichiarato, in coerenza anche con precedenti prese di posizione, che l’unico recupero assentibile è quello a fondo cava, come richiesto anche dai Comuni, con il parere contrario di uno solo tra i tre proponenti.

Gli intervenuti hanno concordato di ritrovarsi presso gli uffici della Provincia mercoledì 9 dicembre alle ore 16.30 onde verificare l’esecuzione di quanto richiesto.

sabato 28 novembre 2009

Conferenza dei servizi in Provincia

Conferenza dei servizi sull’Ate 14

La Provincia di Brescia, a seguito della presentazione delle integrazioni progettuali da parte dei proponenti, ha convocato per il prossimo 4 dicembre la Conferenza dei servizi in merito al Progetto dell’ambito territoriale estrattivo n. g14 .

La lettera di convocazione e le ultime integrazioni progettuali, con l’indicazione esplicita nelle tavole relative al recupero degli impianti di discarica, sono disponibili nella sezione Documenti – Ate 14

Per il PLIS si chiede l’esclusione dalla VAS

Il Comune di Cazzago San Martino, nell’ambito della variante urbanistica al Piano di governo del territorio (P.G.T.), ha convocato per il prossimo 17 dicembre la conferenza di verifica di esclusione dalla Valutazione Ambientale (VAS) della sopracitata variante urbanistica.

Il documento di sintesi relativo a questa variante è disponibile nella sezione Documenti – Plis Macogna, unitamente a copia della lettera di convocazione.

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 22 novembre 2009: “Berlingo e Travagliato rilanciano sulla Macogna: «Il Tar blocchi la cava»” (disponibile nella sezione Documenti – Rassegna stampa).

Bonifica agricola in località Grumetto

I Comuni, in particolare Rovato (competente per territorio), stanno monitorando con attenzione una bonifica agricola avviata in data 18 novembre all’interno del perimetro del PLIS, in località Grumetto, affinché tale operazione, finalizzata a migliorare il terreno per usi orticoli, rispetti i limiti imposti dalla legge regionale 14/98 in merito all’asporto di inerti al di fuori del fondo e prestando particolare attenzione al terreno che verrà portato nel sito a concludere la bonifica.

sabato 21 novembre 2009

Cava Macogna, i Comuni ricorrono al Tar

La valutazione sulla cava porta avanti la discarica

Una valutazione di impatto ambientale sull’attività di cava che maschera, in maniera nemmeno troppo nascosta, l’avallo alla realizzazione di una discarica per rifiuti speciali: è questo il motivo principale per cui i Comuni di Cazzago San Martino, Travagliato, Rovato e Berlingo chiedono l’annullamento del decreto emesso il 21 luglio scorso dalla D.G. Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia – Struttura VIA, con il quale è stato espresso giudizio positivo in ordine alla compatibilità ambientale del progetto per la gestione produttiva dell’ambito estrattivo ATEg14 del vigente piano cave, presentato da Cave San Polo S.r.l., DRR S.r.l. e Nord Cave S.r.l.

Il ricorso al TAR, notificato alla Regione Lombardia e ai proponenti il progetto il 13 novembre 2009, rileva “l’intima connessione dei due iter e dei due progetti, di palese evidenza,” concernente “in particolare la sistemazione finale ed il recupero di una parte dell’area (mapp.li n. 41-49-50-51-61 del foglio 38) destinata ad escavazione e che, secondo il disegno di D.R.R, avverrà attraverso il ritombamento della cava con rifiuti speciali non pericolosi”.

“La contemporaneità degli eventi, il fatto che la società D.R.R. s.r.l. figuri anche tra le società proponenti la coltivazione della cava pur non essendo società interessata nel Piano Cave Provinciale a coltivare l’ambito e - ancor più grave - l’esplicita citazione dell’intento di realizzare una discarica nel Decreto di VIA impugnato (pag. 7) fanno ricondurre le procedure ad un unico intento progettuale che è quello, ben noto, di utilizzare due volte le aree a scopo di lucro: una prima volta per la commercializzazione del materiale scavato, ed una seconda per lo smaltimento di rifiuti”.

Nelle 54 pagine del ricorso l’avv. Giuseppe Onofri, che difende gli interessi delle Amministrazioni comunali, espone un’ampia disamina del complesso iter procedurale relativo all’attività estrattiva, individuando una serie di ulteriori criticità, tra cui:

  • l’omissione del parere negativo dell’ASL di Brescia,
  • la mancanza del parere di ARPA Lombardia e delle Direzioni regionali interessate,
  • l’incoerenza del riempimento “sotteso” con la destinazione finale dell’ambito prevista dal Piano cave “ad uso naturalistico e/o ricreativo e a verde pubblico attrezzato”,
  • le numerose carenze tecnico-progettuali degli elaborati presentati dalle ditte proponenti,
  • l’assenza del pronunciamento di compatibilità di CAL/Brebemi in merito alle infrastrutture viarie che interesseranno l’ambito estrattivo,
  • l’incoerenza degli elaborati progettuali con lo stato di fatto dei luoghi interessati da escavazione abusiva oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica,
  • l’assenza di una valutazione sulla cumulabilità degli impatti ambientali,
  • la contraddittorietà del “recupero” proposto rispetto al progetto di PLIS (Parco locale di interesse sovra comunale) portato avanti dalle Amministrazioni comunali.

Il ricorso si avvale anche di valutazioni tecniche affidate al prof. Maurizio Tira, ordinario di Tecnica e pianificazione urbanistica presso l’Università degli Studi di Brescia.

A conferma dell’intima connessione tra i progetti di escavazione e discarica, le integrazioni progettuali presentante il 13 novembre 2009 dalle ditte proponenti in seguito al decreto di VIA espongono – nelle tavole relative al recupero – l’indicazione esplicita “impianti di discarica DRR”.

È doveroso segnalare che la ditta Nord Cave srl ha notificato al solo Comune di Cazzago San Martino la presentazione di un proprio ricorso al TAR contro il medesimo decreto di VIA, relativamente alla prescrizione che vieta l’apertura di un nuovo fronte di escavazione a ovest della strada comunale che collega Berlinghetto a Pedrocca, unico aspetto ritenuto positivo dai Comuni, tra tante altre deprecabili prescrizioni.

Il testo del ricorso è scaricabile dalla sezione Documenti – Ate 14.

Sempre nella sezione Documenti – Ate 14 è possibile trovare la relazione accompagnatoria delle integrazioni progettuali presentata il 13 novembre dalle ditte proponenti e la tavola 3.2 relativa al recupero, in cui vengono espressamente indicati gli “impianti di discarica”.

Il Giornale di Brescia ha pubblicato un articolo sul tema il giorno 20 novembre dal titolo: “Cava Macogna, i Comuni ricorrono al Tar. Cazzago, Rovato, Travagliato e Berlingo contro la Valutazione favorevole di impatto ambientale”, nella sezione Documenti – Rassegna stampa.

Un PLIS tira l’altro

Una rappresentanza delle amministrazioni del progetto Macogna ha partecipato alla conferenza di presentazione del “Dossier 2009” sui PLIS curato da Legambiente e dalla DG Qualità dell’Ambiente della Regione Lombardia. Nell’incontro, svoltosi all’acquario di Milano, i vari relatori intervenuti hanno presentato la situazione dei PLIS in Lombardia, fornendo un identikit di un fenomeno peculiarmente lombardo.

Nodi della rete ecologica regionale, in molti casi soprattutto laboratori di educazione ambientale e luoghi di promozione sociale, sono una risposta locale ad un grave problema regionale: il consumo di suolo.

Nel corso degli anni i PLIS lombardi sono cresciuti dai 9 parchi di venti anni fa, agli 87 del 2009.

Molto differenziato il dato su base provinciale dove si passa dai 16 della provincia di Bergamo ai 2 di quella di Sondrio, passando per i 7 parchi bresciani. La nostra provincia si classifica così all’ottavo posto tra le 12 provincie lombarde, con una percentuale di suolo provinciale coperto dai PLIS pari a poco più dell’1% contro il 9% di Bergamo. Certo il dato va analizzato contestualizzandolo e tenendo conto che a fianco dei PLIS nelle provincie sono presenti anche altri tipi di parchi (ad esempio quello dell’Adamello).

Interessante è stato anche sentire l’esperienza di alcuni responsabili dei Parchi che hanno posto in evidenza la diversa “natura” di tali aree: da quelle limitrofe a zone di conurbazione e quindi con funzione di corridoi verde come nel caso dell’hinterland milanese oppure a quelli nati come forme di cooperazione e progettazione tra Comuni per promuovere il turismo nell’area mantovana.

Altro caso ancora che presenta molte somiglianze con la situazione dell’ovest bresciano è rappresentato da parchi nati per il recupero di cave dismesse (situazione tipica del pavese) che, come potrebbe accadere per la Macogna, sono caratterizzati da rinaturazione e recupero come azioni di miglioramento ambientale.